Richiamandosi ad una tematica ormai di certo politicamente scorretta, Vintage Girlwatchers "...exists to celebrate and preserve girlwatching and tongue-in-cheek girl-photography books and
magazines of the fifties and sixties". Si tratta semplicemente della fotocopia integrale ( con tanto di forellini delle spillette ai bordi delle pagine ) di alcuni deliziosi numeri degli anni '50 delle riviste illustrate Usa "The Girl Watcher", "Glamor Girl Photography", "Glamour Photography", "Art Photography" e "Charm Photography", nonchè di testo e foto del libro "Glamour in Your Lens" del 1958. Molte delle foto sono incantevoli, ma sopratutto incantevoli sono le ragazze, che hanno il corpo di quelle disegnate da Vargas e volti che è oggi arduo ritrovare sulle pagine dei rotocalchi o giornali "femminili"

Perchè non pretendere dai propri rappresentanti ( magari in campagna elettorale ) che si cambi politica nei confronti della Cina, chiedendo il rispetto dei diritti umani e civili essenziali, l'abolizione della pena di morte ed esigendo clausole apposite nei lucrosi accordi commerciali ?
La superpotenza cinese tiene i suoi cittadini in ostaggio, e l'occidente non fa una piega. Trova evidentemente naturale che un Paese che sfoggia i suoi fiammanti grattacieli, i suoi nuovi rutilanti negozi ed un tasso di sviluppo da capogiro neghi i diritti civili fondamentali. Il governo cinese, che da tempo ostacola l'utilizzo di internet, ora sta bloccando i servers allo scopo di impedire l'attività dei bloggers connazionali. E' interessante la lettura di Living in China, un "community blogzine" focalizzato sui fatti cinesi. Alcuni bloggers orientali come Yan Sham-Shackleton, in segno di protesta, hanno abbrunato lo sfondo del proprio diario. Si cerca di aiutare i cinesi a sfuggire alle grinfie della polizia mettendo loro a disposizione dei proxy servers come Unipeak o Anonimouse: possono così riuscire a collegarsi col sito bloccato digitandone la url nel box di uno di questi servers e garantendosi l'anonimato.
E' quasi uno scoop...La rivista online Seattlepi.com riferisce che ieri Yusuf Mehdi di MSN, in un breve intervento nel campus di Redmond, ha fornito interessanti anticipazioni sui nuovi motori di ricerca Microsoft. A parte Newsbot, che sarà avviato nei prossimi mesi ( e la cui versione beta è già disponibile sulla rete in alcune lingue ), ghiotte sono le notizie su Blogbot, motore di ricerca specializzato per i blogs, il cui lancio avverrà, a quanto pare, già entro giugno. Su 15MB of Fame, weblog di Seattle da cui ho tratto la notizia, si può vedere come si presenterà una pagina di Blogbot ( la foto è ingrandibile ). Negli Usa l'attivismo nel campo della ricerca su Internet è febbrile: si veda cosa è accaduto in borsa al titolo del motore di ricerca Mamma.com, mentre Google si espande nel campo del local search -che secondo gli analisti rappresenta la frontiera più promettente- e si attende per le prossime settimane la sua IPO ( e cioè la quotazione ) sul Nasdaq, che porterebbe un enorme afflusso di denaro sui motori di ricerca e forse una nuova bolla speculativa del mercato tecnologico. ( Quelli spiritosoni -stile Monty Python- di All Too Flat, intanto, hanno creato un perfetto Google allo specchio ).
E' evidente che nei due, ed alla base della naturalezza e bellezza del blog, non c'è un atteggiarsi modaiolo da buddha bar, ma un sincero amore per la musica hawaiiana e lo strumento, in un clima lievemente nostalgico : più che ad un lounge di L.A. o ad una commedia sofisticata americana, comunque, ci si sente vicini allo spirito di Margaret Mead "Coming of Age in Samoa" e che portò generazioni a sinceramente innamorarsi dei tropici. Del resto Frauenfelder ogni tanto va ( beato lui ) a stare, con la famiglia, qualche mese da quelle parti. ( Sull'exotica e la generazione cocktail come non citare, must read su questi temi, "Mondo Exotica" [Einaudi, 2000] di F. Adinolfi, giornalista di Alias del Manifesto e deejay cocktail-lounge ? ). Sono affascinato da questo weblog: come M. J. Fox in Back to The Future, sembra di piombare nei primi anni cinquanta americani, agli inizi della moda " Tiki ". "Ukulelia. The World's Greatest Ukulele Weblog" , dalla grafica ed i vistosi colori exotica, è curato da una coppia di californiani, Mark Frauenfelder ( scrittore ed illustratore, nonchè autore anche di un altro brillante blog, Boing Boing ) e Gary Peare ( manager presso la Janzen IdeaCorp ), accomunati dalla passione per l'ukulele, che entrambi suonano.

Si definisce un web service che crea, con un computer ed una normale stampante formato A4, grandi immagini partendo da piccoli files, propri o prelevati dalla rete. In pochi secondi si seleziona ciò che si intende ingrandire e le caratteristiche finali su un facile pannello di controllo, creando un file stampabile pdf. I fogli formato A4 in cui la grande immagine è scomposta, poi, si incollano su un cartellone, una parete ecc. a formare grandi murali buoni per qualsiasi uso, personale ed anche politico, molto decorativi, tipo galleria d'arte alla moda. Gratis. Guardare, per credere, la gallery nel sito, finlandese, che si chiama Homokaasu. ( via Thingsmagazine )
Ogni volta a Parigi, i sempre innamorati ed euforici turisti italiani, dopo pensose letture e lunghi conciliaboli davanti agli ingressi dei bistrot, sciamano verso posti dove si mangia maluccio, intimiditi dai prezzi delle tavole più rinomate e confusi dai loro ostici e pretenziosi menu, timorosi degli eccessi della nouvelle cuisine e terrorizzati dall'ardoise ( l'odiata lavagna che il cameriere ti trasporta al tavolo con su i plats du jour, donde scegliere in tempi ristretti ed esposti al pubblico ludibrio ), disinformate e predestinate vittime del famigerato indirizzo 'buono' di altrui precedenti viaggi. Il bellissimo blog di Clotilde Dusoulier, Chocolate & Zucchini, di cui ho già detto ( in Radioandorra, 7 marzo ), scriveva recentemente di un ristorante, L'Avant Goût ( 26, rue Bobillot, 13me, vicino a Butte-aux-Cailles, metro Place d'Italie ) e del suo fantastico menu a 27 euro. Lì anche i turisti, tradizionale carne da cannone delle cucine parigine, possono come in un sogno conquistare pari dignità con gli indigeni, solo sottomettendosi allo sforzo della prenotazione e di spostarsi di arrondissement. Sui piatti, rinvio al post di Dusoulier. Aggiungo solo quanto segue : Cristophe Beaufront, lo chef, ha come programma proprio la sintesi di grande cucina e prezzi ridotti. Da anni vanta un incredibile menu a 12 (!) euro, caffè e vino compresi e non si vergogna di assicurare un servizio take away. Ovviamente, il viaggiatore "mordi-e-fuggi" come me -voucher Volareweb in tasca- qui è bene prenoti prima di muoversi da casa e non solo dall'albergo, se vuole sfuggire al suo destino di banalità pagate a caro prezzo, ancorchè poi mitizzate e decantate. Giuro, quest'altra volta non mi fregano più con la soupe à l'oignon, la crême brulèe ed il cameriere confidenziale. 
L'altro giorno fu un bambino di 10 anni, Abdallah Quran, a scampare al "martirio" perchè, a lui che faceva qualche soldino aiutando la gente in fila al check point a far passare i bagagli, avevano a sua insaputa messo una bomba nel carrello che portava perchè esplodesse al suo passaggio tra i soldati israeliani. Al momento giusto, qualcosa non ha funzionato ed Abdallah è vivo. Non lo sapeva neanche, che qualcuno aveva deciso per lui un destino da eroe. Questa è l'intifada, 'cocca' dei media occidentali; con questi mezzi dei vigliacchi senza scrupoli mandano al macello i propri figli per quattro soldi, riempendoli di fandonie. Meglio se sono piccoli o handicappati, e "non capiscono niente". Questo è Tanzim, questo è Hamas, la loro infame etica del martirio. Domani le prime pagine, forse, non parleranno che di questo, ma la retorica sui bambini durerà poco e nessuno negherà a quei vili la dignità di resistenti ( i nostri partigiani non usavano i propri figli come bombe nè per tirare sassi ai carri armati, e non mattavano i figli altrui ). Il mondo s'indigna ed insorge davvero se uno di questi farabutti, uno di quelli che "mandano" i bambini a morire ed uccidere altri bambini, viene eliminato da un missile israeliano, non certo se -per "vendicare" la morte dello sceicco Yassin- ci lascia la pelle uno di questi piccoli; figuriamoci, poi, qualche decina di coetanei ebrei che vanno a scuola in un pullman.
Hussan Abdu, 14 anni, palestinese di Nablus, è vivo dopo che i militari di un check point si sono accorti che aveva qualcosa di strano sotto la maglia: era un corpetto con otto chili di esplosivo che avrebbero dovuto farlo saltare in aria insieme a soldati d'Israele. Questi gli hanno avvicinato, a mezzo di un robot, un paio di forbici con cui il bambino si è liberato della bomba. A quanto riferito dai suoi stessi familiari, è un ragazzino "mentalmente ritardato" che "non capisce niente" e che va male a scuola. L'attentato è stato rivendicato dal gruppo Tanzim. Interrogato, Abdu ha detto che lo ha fatto per qualche moneta ma sopratutto perchè gli hanno promesso "70 vergini" tutte per lui in paradiso e che sarebbe diventato "un eroe".
Fiona Katie, inglese, si occupa di installazione di impianti luce e suono in studi tv ed è arrivata a Baghdad ieri: ha deciso di tenere un diario della sua esperienza irachena sul web, "Wires-Desperately rebuilding Iraq", che ha iniziato una settimana fa, ad Amman. E' alloggiata all'hotel Palestine, dove sono pure gli studi della tv dove lavorerà, di proprietà di un iracheno residente da 20 anni in Inghilterra. Sembra un blog da seguire. Riguardo gli altri blogs iracheni, da una loro veloce lettura si ricava la vivida
impressione di una nazione che tenta di riemergere dalla miseria e dall'arretratezza. Milioni di persone cercano di lavorare e di giovarsi dell'abbattimento per mano angloamericana del tiranno, proprio come noi sessant'anni fa, nonostante la delinquenza comune e politica "resista" con le bombe ed il terrore. I media occidentali non hanno occhi ed orecchi che per quest'ultima: stasera a Ballarò c'era la Botteri da Baghdad con la regia che -nonostante l'ora notturna in Iraq- mixava effetti sonori improbabili e monotone immagini di teppisti intenti, in pieno sole, a lapidare un pickup. Conviene fare surfing tra i links iracheni, e quindi visitare siti -in inglese- dai nomi intriganti, facendo loro la tara ( pochissimo rappresentata davvero la 'resistenza', ma non so se e quanto 'psyops' della Coalizione ): IraqAtAGlance, Salam Pax, The Mesopotamian, A Family in Baghdad* tra i tanti, a parte i blogs di soldati angloamericani.
*) in arabo/inglese 
Un mondo senza caratteri. Mi sono imbattuto in una serie di fotografie di Matt Siber, dal nome The Untitled Project. Si tratta di paesaggi urbani dai quali, con tecnica digitale, sono state eliminate tutte le informazioni testuali, esposte in un layout bianco adiacente. Scrive Siber : "The Untitled Project is rooted in a base interest in the nature of power … The absence of the printed word not only draws attention to the role text plays in the modern landscape but also simultaneously emphasizes alternative forms of communication such as symbols, colors, architecture and corporate branding. In doing this, it serves to point out the growing number of ways in which public voices communicate without using traditional forms of written language". Le vedute urbane -del tutto fredde e banali- senza testo appaiono stranamente affascinanti; l'attenzione è attratta dalle forme che appaiono fresche e nuove come viste per la prima volta. Spesso gli oggetti appaiono riposanti e rassicuranti, come se nei testi vi fosse, con le ovvie utilità, una sottile, continua aggressione. ( Museum of Contemporary Photography, Chicago ).

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