milton

30/08/2004
baldoni a cuba

             

"E' vero, in un certo senso quello che scrivo è superficiale. E' certamente un mio limite: non sono attrezzato per l'approfondimento e l'analisi, sono per mia natura più ricettivo alle emozioni e alle sensazioni. Come diceva Fowler, il cinico e stagionato protagonista del "quiet american" di Graham Greene "io non sono un giornalista, sono solo un fottuto reporter: non faccio approfondimenti, mi limito a raccontare quello che vedo e che mi lasciano vedere" ( Enzo Baldoni, nel Forum di "KubaKuba", 6.11.2003 )

Tra i commenti al mio post di qualche giorno fa su KubaKuba, il blog del viaggio di Enzo Baldoni nell'Isla ( e scritto quando ancora non si sapeva del suo rapimento ), ne trovo uno di Cubanite. Ritenendosi il ( od uno dei ) blog cui mi riferivo, e definendo 'interessante' il blog di Baldoni, l'autore con tono cortese mi dice di non essere certo che io abbia 'letto tutto' KubaKuba, chè Baldoni vi manifestava 'dubbi' mentre io avrei 'solo certezze', e chiede donde le tragga nonchè se io sia viaggiatore e conoscitore di Cuba.
Raccomando a tutti vivamente la lettura ( che ora, dopo la sua morte, acuisce il rimpianto ) del blog cubano di Enzo Baldoni: io l'ho letto tutto a suo tempo e riletto ora, non ci vuole molto perchè il suo viaggio durò poche settimane. Furono sufficienti a Baldoni a farsi l'idea che, con le sue solite onestà intellettuale e sensibilità, trasmise ai lettori.


13:55 | politica, internet | # | commenti (20)

27/08/2004
relax

Oggi lungo pomeriggio di relax per una risonanza magnetica cervicale. Purchè non ci sia da essere affettato o trapanato, nè alcunchè di grave ad incombere, questo genere di appuntamenti l'ho sempre trovato tutto sommato riposante. Come un buon viaggio in treno od in aereo: unica preoccupazione, la scelta del libro da leggere nell'attesa, che darà emozioni irripetibili. Per il resto, il piacere pigro di lasciarsi gestire, senza guardare troppo l'orologio in sala d'aspetto.
Gli oggetti che ci opprimono e quindi, con l'orologio, il cellulare e la cintura dei pantaloni rimangono fuori, come in una bella vacanza. La sosta nell'apparecchiatura dura dieci minuti-un quarto d'ora ed è proprio come una seduta al lettino UVA, però senza sudare e neanche spogliarsi. Chiudendo gli occhi come ho fatto io, comodamente stesi, si gode al meglio la colonna sonora emessa dalla macchina e composta da algide sequenze elettroniche come in un disco della Rune Grammofon. A volume alto, ma molto meno della techno in discoteca ed alquanto ovattato. Il bello studio radiologico mi dà, dopo appena dieci minuti, avvincenti riprese sagittali dei miei collo e cervelletto dimidiati come in una scultura di Damien Hirst od in una vetrina di macellaio.


23:05 | varie | # | commenti (23)

26/08/2004
their circular life

                           

Their Circular Life è una videoinstallazione interattiva per il web creata da due artisti modenesi: lo spettatore, azionando un timer con il mouse, scorre l'intero arco delle 24 ore, immergendosi nella ruotine quotidiana di immagini e suoni di un luogo. Il progetto è open source, quindi si richiede la collaborazione di chiunque possa scattare nella località preferita 24 foto distanziate di un'ora e raccolga il relativo audio. Purtroppo al momento si è fermi a cinque locations, quasi tutte modenesi, e l'iniziativa abbisognerebbe con urgenza di un rilancio. Si tratta di un sito incantevole, secondo me una delle più affascinanti e poetiche cose reperibili sulla rete. Ogni tanto, per esempio, quando ho nostalgia di Venezia vado in uno dei suoi posti più genuini e belli, campo S. Barnaba ( nella foto sopra ), ed è praticamente come esserci.

22:15 | arte, internet | # | commenti (2)

il formaggino sull'altare

I miei attenti lettori hanno ricordato, nei commenti al post precedente, un altro battage mediatico che la cronaca irachena di questi giorni riporta alla memoria, quello cioè sull'occupazione e la successiva liberazione della basilica della Natività a Betlemme.
Ve lo ricordate? Ci fu allora la stessa reazione di taluni ai fatti di Najaf: additato con raccapriccio, alla stregua di sacrilegio, fu l'assedio al luogo sacro, non la sua occupazione militare e riduzione a bivacco. Diresse le danze della disinformazione, come ben evidenziato nel bel pezzo di Sandro Magister sull'Espresso, quella chiesa cattolica che, chissà perchè, è sempre molto sensibile quando si tratta di correre al soccorso di profanatori islamici ( pure quando si chiamano Moqtada ). L'articolo è ancora online ed è lettura non solo istruttiva ma anche curiosa quando racconta le bugie dei francescani e le condizioni in cui fu lasciata la basilica dagli occupanti palestinesi.

( La foto è tratta dalla serie, che trovo molto suggestiva, "Gli occhi della memoria" di Beniamino Terraneo ).


18:36 | politica | # | commenti (2)

25/08/2004
sacrilegi

Avrei sinceramente bisogno che qualcuno mi spiegasse perchè non sia stato e non sia un atto sacrilego la perdurante occupazione militare del tempio di Alì e delle aree sacre di Najaf da parte dei manipoli dell'esercito integralista illegale Al Mahdi, responsabile della morte anche di innumerevoli musulmani ed a quanto pare alleato di seguaci degli assassini dello stesso Alì, cugino e cognato di Maometto.
E perchè sacrilego sia, invece, l'avvento di chi tali luoghi sacri intenda liberare dal bivacco militare e restituire alle legittime autorità religiose. Si ha la sensazione che dei princìpii religiosi si faccia uso ampiamente discrezionale e di comodo, così come a proposito del silenzio assordante della stampa e dei Paesi arabi di fronte agli eccidi delle milizie arabe Janjaweed ai danni degli inermi fratelli neri sudanesi, musulmani o non.
E' un fatto, poi, che le scene di guerrieri islamisti -spesso stranieri e di ignota nazionalità- che spadroneggiano in armi nei luoghi sacri sono qui da noi considerate di tranquillo repertorio sulla stampa e sui blog, mentre suscita orrore e raccapriccio l'apparire di un blindato americano dall'altra parte della strada.



19:35 | politica | # | commenti (5)

24/08/2004
il vizio della memoria

E' difficile reprimere quantomeno lo stupore di fronte alla disinvoltura con cui chi ( sopratutto in Francia ) ha difeso Cesare Battisti, sino a determinarne la ( ampiamente annunciata ) scandalosa fuga, dimentica recenti trascorsi.
Il discorso va ben al di là del caso singolo: a tale riguardo, mi è parso piuttosto interessante il recente
articolo di Johann Hari sull'Independent intitolato "Antonio Negri, the nostalgic revolutionary".
Chi abbia presente Negri apprezzerà come Hari lo tratteggi alla perfezione anche nei tic ed i capricci, e come ne abbia reso il tono alquanto sprezzante ed evasivo ( a slippery customer ) nel colloquio davanti al vino bianco interrotto dall'episodio della sigaretta.



16:12 | politica | # | commenti (8)

23/08/2004
google talk

Douwe Osinga, olandese, lavora come engineer presso Google. Ha, tra l'altro, un bel blog all'interno del suo sito che è tutto da visitare. In particolare la sezione Projects mi sembra una miniera d'oro. Non saprei davvero da dove cominciare: io ho iniziato da un gioco, Google Talk. Si può usare Google come un oracolo, digitando qualche parola e lasciando che lui continui. I risultati sono spesso divertenti e non di rado sorprendenti.

00:58 | internet | # | commenti (5)

22/08/2004
casa italia

E' impossibile non notare la bellezza degli impianti realizzati dai greci per Atene 2004, e non solo il lavoro di Calatrava allo stadio dell'atletica. Bellissima è anche la loro grafica, dal simbolo sino a minuti particolari ( gli ostacoli dell'equitazione, per esempio ). La lezione di gusto cade nel vuoto per quanto riguarda la tv italiana. Molto irritante tutto il taglio dei resoconti olimpici. Nazionalismo becero innanzitutto: le olimpiadi vengono viste dalla tv italiana ( e, suo tramite, vissute da noi ) come una spedizione all'estero di un manipolo di prodi il cui obiettivo è portare in patria più metallo possibile. Se non imperversa, abbrutito ed arrochito dal patriottismo, l'obeso telecronista-comico-ultrà od un suo clone, ossessivi spot a volume maggiorato e grafica cafona cnn-style ci ricordano di continuo i momenti di gloria dei nostri atleti.

10:31 | tv | # | commenti (6)

kodomo no kuni

         

Kodomo no kuni ( la terra dei bimbi ) era una rivista giapponese per bambini pubblicata dal 1922 al 1949. Espressione di un'orientamento educativo modernista, era quanto di più avanzato offrisse all'epoca il Giappone.
Sono visitabili online -anche con testo in inglese- molte interessanti illustrazioni tratte dai numeri degli anni '20 e dei primi '30 del secolo passato ( qui e qui belle introduzioni, qui invece il miglior indice per la navigazione ).
Ho trovato incantevole, sopratutto, la sezione "Children's Songs" ed in particolare la canzone del 1924 "This Town, That Town" di Nakayama Shinpei, con bella illustrazione di Okamoto Kiichi, che non ci si stanca mai di ascoltare e vale da sola la visita.
Shinpei scrisse circa 800 songs per bambini, a questo punto sono preso dalla voglia di sentirle. Temo non sarà facile.




01:36 | arte, internet | # | commenti (3)

 

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