Sarebbe bene che gli organizzatori di concerti estivi gratuiti prendessero atto che Bollani
-oltre che grande pianista jazz- è una star pop ed un comico allo stesso tempo, e muove ( anche grazie a Repubblica Bari, un tempestivo articolo della quale funziona ormai come fanfara per le moltitudini cittadine ) folle adeguate ( già da settimane circolava il "c'è bollani" che è pure una sorta di imperativo: bollani è divenuto per i più sinonimo di pianista jazz, e si legge riscontro immediato ed entusiastico anche in occhi altrimenti vuoti o sbarrati al tuo nominare ogni altro ottimo musicista ). Non era lecito che mi attendessi da un piano solo gratis di ferragosto algide meraviglie che ascolto in questi giorni su disco, ma titubavo temendo ormai noiose gags come con la banda osiris, e speravo che il pianista facesse premio sul cabarettista. Non è andata così avant'ieri sera a Locorotondo, ma non è andata male, solo il primo sembra di questi tempi ossessionato dal percussionismo e dal samba. Passerà. Generoso com'è, organizza i bis come un referendum sul Bollani che piace al pubblico, prendendo diligenti appunti e cercando di soddisfare tutti con un buffo medley. Il risultato è ciò di cui non dubitavo: un plebiscito a favore del cabarettista: il pubblico vuole solo sentirsi a zelig o da fiorello ( rifugge dalle cose più colte come quelle con Riondino, roba intellettuale da radiotre ), non cerca gli sfottò più belli e ribaldi, ma proprio l'imitazione dei fredbuongusto e paoloconte ("lo fa uguale!", "che ridere!"), non allusioni minimamente cattive come l'esilarante parodia di Jarrett ( che pressochè nessuno capisce, ma nondimeno si sbellicano vedendo il didietro, come in K.J., agitarsi sinuoso ) o quella appuntita dei furbi pianisti à la mode come Allievi o Einaudi ( sentita alla radio, con lui che, chiamandosi appunto Ulderico Garzanti Diotallevi, suona vacuità da bambini dai nomi etnico-altisonanti sfogliando supponente spartiti grandi come tomi ), che nessuno chiede ed infatti, da vero democratico, lui non fa. Vado via contento, solo un po' frustrato, ligio ai voleri alla strabocchevole maggioranza che, sfollando dopo aver intonato "O sole mio", si dirige veltroniana verso orecchiette e gnumerelli, alla faccia degli snob, giustamente contenta di sè ( i lettori di Repubblica Bari sono sempre nei posti giusti a fare le cose giuste, id est plebisciti politici o musicali ). Grande invenzione il jazz.

oggi
febbraio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
agosto 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
agosto 2004
luglio 2004
giugno 2004
maggio 2004
aprile 2004
marzo 2004

tv
arte
case
cibo
cinema
fotografia
internet
libri
musica
politica
radio
varie

caporaleReyes in pennac
utente anonimo in pennac
Kekule in ibrido

3 quarks daily
95bFm auckland
archaeology
arts & letters daily
artsJournal
atlantic
bbc radio
bbc radio ulster
burbs radio
counterpunch
dagospia
dissent
economist
get underground
guardian
haaretz
il foglio
il manifesto
il riformista
independent
informazionecorretta
internazionale
italieni
kcrw santa monica
kexp seattle
kkjz long beach
kmhd jazz, oregon
le monde
libèration
manx radio
memri
n.y. times
n.y.review of books
nature news
nerve
new left review
new scientist
new yorker
r.univ.guadalajara
radio adelaide
reason
salon
science
slate
swissinfo
tech central station
the brussels journal
the gadflyer
the new republic
tsf jazz 89.9 paris
village voice
wbgo newark
wcbn ann arbor