milton

27/05/2004
king-sized millionaire

Quel che rende spesso simpatici gli inglesi è un particolare gusto della trasgressione per cui sono preziosi nelle circostanze in cui il conformismo intellettuale trionfa, come in Francia ed Italia in questo momento.
Così su The Observer, giornale left wing, un
bell'articolo di Andrew Anthony spiega bene Michael Moore, i suoi mezzucci e ed il suo trionfo a Cannes. L'immagine che il "king-sized millionaire" , abilissimo nell'autopromozione prefestivaliera, vuol dare di sè va in frantumi, e riesce tutto sommato penosa anche l'atmosfera del festival francese ( come avevamo sospettato notando il cipiglio fiero ed il tono militante e tranchant della bellissima Laura Morante ).
Sarà pure Moore il nuovo Eisenstein, ma è un fatto che periodicamente l'intellighentzia europea sente gli squilli di fanfara di una chiamata cui non è lecito disobbedire: a quel paese, allora, meriti artistici ed altre menate, deve essere incoronata e promossa l'arte edificante, quella che lotta per il proletariato, la macchina che "kills the fascists" come la chitarra di Woody Guthrie.
E quando si sentono le fanfare, non c'è trippa per gatti. Ed è tempo sprecato ricordare ai nipotini di Sartre le imbarazzanti cotte per Stalin e Mao, o i viaggi innamorati, 30 anni fa, di Jane Fonda ad Hanoi, e le sue recenti scuse.

"The end of the film brought a standing ovation that, observers estimated, lasted somewhere between 12 and 15 minutes, a Cannes record, and possibly unmatched since Stalin's audiences used to continue clapping for mortal fear of being the first person to stop. The applause here, though, was genuine. For the Americans who made up a large section of the audience, this was their first opportunity to stand up straight after the shaming horrors of Abu Ghraib, and for the French, well, there is nothing the French love more than an American criticising America. The following evening on French TV, I watched Moore thank the French people for being 'friends who can tell you the truth to your face'. He might have returned the favour and told the French about their government's appalling role in Rwanda a decade before, but there are limits to truth-telling, even among friends".

15:37 | cinema | # | commenti (5)


Commenti
#1   27 Maggio 2004 - 21:19
 
Ho imparato col tempo a preferire il meglio, credo che ognuno ne abbia il diritto, e il meglio non è sicuramente Michael Moore. Ancora una volta in sintonia, ciao, Piero
utente anonimo

#2   28 Maggio 2004 - 12:00
 
buongiorno milton, ho seguito qualche tuo commento fino a qui. ed erano tutti commenti legati in qualche modo al buon bere :-)

questo post su michael moore che non condivido, (so di essere fazioso, ma è una scelta) mi piace comunque per la sua garbata voglia di presentare le cose e di citare alcuni esempi (hanoi, stalin e mao) condivisibilissimissimi.

spezzando una lancia per michael moore, mi è piaciuto molto che abbia messo a disposizione i soldi che gli sono arrivati per il taglio delle tasse ai ricchi operato dall'odiato bush, per finanziare un candidato o idee che possano tirare giù dallo scranno lo stesso george w...

non sarà il "meglio", ma di "migliori" ne abbiamo avuti abbastanza. e questa sua imperfezione me lo fa sentire vicino e me lo fa stimare. ciao.
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#3   28 Maggio 2004 - 17:03
 
@alain: Non ho, ovviamente, visto Farenheit 9/11, e lo vedrò quando ne avrò la possibilità, se -essendo un instant-movie- non sarà ormai del tutto inattuale.

Potrebbe pure piacermi: mi piace la gente passionale ed apertamente faziosa. A parte le perplessità sul suo essere il 'meglio' che ci fosse a Cannes, quel che mi dà fastidio, come ben comprendi, è altro, e solo in parte è ascrivibile a lui.Ciao

@gatto: ciao e benvenuto. Per carità, fazioso lo sono anch'io...Vedi, nella confusione tra impegno e qualità artistica ci sono stato immerso per anni, da ragazzo, e non vorrei ripetere l'errore. Non è, per me, questione di simpatia verso Moore: il tipo potrebbe pure a tratti (molto a tratti) riuscirmi simpatico. Lo vedo, tuttavia, per un verso paradossalmente del tutto interno allo star system, con quell'enfasi che è speculare ( ma quanto realmente distante?) a quella tonitruante di Hollywood; per altro verso, inidoneo ad assumere il ruolo di icona di un cinema diverso e migliore, di cui in definitiva constato non esserci in giro molta voglia. (Io ce l'ho, e lo trovo in pellicole sistematicamente snobbate nei festivals).
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#4   30 Maggio 2004 - 15:32
 
pieroc.:col cuore in mano: il meglio è nemico del bene
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#5   02 Giugno 2004 - 11:39
 
Non ci credo!!!

Ho trovato un blog che valga la pena di essere letto.



Firmo, su tutta la linea.
utente anonimo

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