milton

12/02/2005
ospitalità

Caro Avy, dovrei essere molto lungo a riguardo, e sento che non riuscirei comunque a spiegarmi.
C'è molta storia dietro questi eventi, e non mancherà l'occasione di rievocarla. In pochi cenni, quanto si va a fare è del tutto ragionevole ma nel contempo l'ammissione di un lancinante fallimento politico.
Il fallimento di quello che fu in pratica lo scioglimento del PR della rosa nel pugno ( quello di Mellini, Spadaccia, Teodori e tanti altri ), la fondazione del fantasma Partito radicale transnazionale, la diaspora dei radicali e la fine politica di molti di loro per fallimento del trapianto ( Negri, Calderisi, Taradash ) o ritiro a cose private (Mellini, Spadaccia, Teodori e tanti altri meno famosi o nel frattempo dimenticati). La recente, parziale correzione di rotta con la fondazione di Radicali italiani, eccetera. Forse ci farò un post, giusto per esprimere meglio quel che intendo: quel che mi preme dire qui è che la vera area di consenso radicale è stata sempre a sinistra e che il tentativo di fare dei radicali una formazione di neoconservatori è miseramente fallita. Se qualcuno tenterà di spacciare l'accordo con l'Unione come una vittoria, farà un pessimo servizio alla verità. Semplicemente, i radicali hanno percorso due isolati di strada, da casa loro al supermarket più vicino, passando per Budapest, Mosca, Vientiane, Pechino, New York. Solo un drappello sparuto ha resistito al viaggio e non sono, credimi, i migliori.

09:48 | politica | # | commenti (20)


Commenti
#1   12 Febbraio 2005 - 14:34
 
I Radicali sono le Annamaria Franzoni della politica italiana.
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#2   12 Febbraio 2005 - 14:38
 
Marco Travaglio, parlando della svolta Pannelliana, ha scritto l'8.12, in coda ad un articolo sulla figuraccia di Mr.1816 ad Auschwitz, queste parole:
"Nessuno ricorda quel che accadde dopo l'alleanza con i Radicali, alle elezioni del '96. Marco Pannella, al congresso del 16 luglio '96, rivelò quel che Berlusconi gli aveva promesso in cambio: soldi. Recitava il patto sottoscritto il 15 aprile: «In caso di mancato conseguimento del 4% sul piano nazionale da parte della Lista Pannella-Sgarbi, un contributo a titolo di rimborso delle spese elettorali pari a lire 1 miliardo e 200 milioni, metà delle quali da anticipare prima della data dello svolgimento delle elezioni, nonchè annualmente la somma di 1 miliardo e 800 milioni». Pannella, ingenuo, si fidò. Ma Berlusconi non pagò. E Marco lo trascinò in tribunale, chiedendo di sequestrargli 20 miliardi. Il Tribunale di Roma affidò la controversia a un collegio arbitrale. Che, il 18 dicembre, diede ragione a Pannella. «Ora - esultò Marco - Berlusconi e il Polo dovranno rispettare gli impegni e le parole, dati e traditi. E versare subito le somme promesse». Non solo il miliardo e 200 milioni di spese elettorali (già pagati da FI), ma anche «le prime tre rate scadute di 450 milioni ciascuna». Senza dimenticare il «miliardo e 800 milioni annui fino a fine legislatura». Berlusconi, non contento di non rispettare la parola data, non rispettò neppure il lodo. Così, il 5 marzo '97, ricevette a Palazzo Grazioli la visita dell'ufficiale giudiziario e di un emissario dei Club Pannella, pronti al pignoramento. Solo allora gli amministratori di Forza Italia si decisero a staccare l'assegno: 1 miliardo e 196 milioni, a saldo delle tre rate dal 1996. I pagamenti, poi, proseguiranno regolarmente. Ma nel 2001 Pannella preferì evitare il bis. Ora, è vero che nell'ultimo anno le truffe agli anziani sono raddoppiate. Ma ricascarci sarebbe troppo."
Ciao e buona domenica.
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#3   12 Febbraio 2005 - 15:13
 
caro kekule, non so esattamente a cosa ti riferisci. Se la tua considerazione è di carattere morale non sono d'accordo con te: non va dimenticato che i radicali hanno avuto il coraggio di fare ( in questa come in altre occasioni di cui ha scritto sopra Masso57, che ringrazio ) ciò che nessun altro politico italiano fa. Condurre una trattativa pubblicamente, offrendosi al giudizio popolare per ciò che si è e si fa, e non per quanto si vuol apparire ( a parte la faccenda del preteso fine di garantire la legalità del processo elettorale, che mi pare mediocre ). Se invece volessi riferirti ( come ipotizzo ) alla soppressione di virgulti politici, non avresti torto, anche se sarebbero, anche a tale proposito, in buona compagnia. E' un fatto che i radicali ( del PR, ma anche gli ascendenti storici, Rossi Salvemini etc.) siano coloro che più di ogni altro ha capito della politica e della storia degli ultimi decenni -spesso con molto anticipo- ma che ne abbiano tratto politicamente risultati modesti. E sì che per tale non intenderei necessariamente non perdere una consultazione elettorale od avere decine di centinaia di iscritti. La cosa singolare è che -anche per il suo ordinamento interno carismatico e plebiscitario- per clamorosi errori politici a ripetizione nel PR non paghi nessuno, e neanche vi sia una sua storiografia eterodossa.
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#4   12 Febbraio 2005 - 15:14
 
(mi sembra di aver già letto questo post)
*]§;^)

TUTTA QUESTA FACCENDA MI AMAREGGIA NON POCO,MILTON, IL MODO IN CUI E' STATO CONDOTTO IL PR IN QUESTI ANNI LO HA PORTATO IN QUESTE ATTUALI SECCHE, SPERPERANDO UN PATRIMONIO DI CREDIBILITA' E DI ORIGINALITA'.
SEMPRE ALLE PRESE CON LA PROPRIA PRECARIETA'-SI DIREBBE PERO' PERSEGUITA CON PERVICACIA-I RADICALI URLANO_NON A TORTO-CONTRO I GUASTI DEI PARTITI MA NON SANNO ESSERE MOVIMENTO-ECCOLI ORA IN CERCA DI OSPITALITA'-PERSONALMENTE, POICHE' SONO UNA SENTIMENTALE, LA PRESENZA DI BONINO POTREBBE ANCHE FARMI DIMENTICARE MENTRE VOTO, LE SEDUTE SPIRITICHE E LE CANDIDATURE DI LADRI-PUR DI DARE IL MIO CONTRIBUTO CONTRO B1816, QUINDI MI AUGURO CHE QUESTA SOAP FINISCA PRESTO CON I RADICALI OSPITATI DALL'UNIONE (CHE TALENTO NELLA SCELTA DEI NOMI,UNO PIU' IMPROBABILE DELL'ALTRO)
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#5   12 Febbraio 2005 - 16:36
 
Caro Milton, credo di essere abbastanza d'accordo sul punto fndamentale della tua analisi: la collocazione a sinistra dei radicali. Il guaio è stato, ad onor del vero, che quella sinistra è stata una sinistra eretica, in anni in cui a sinistra bisognava essere ortodossi. Questo per dire che ci sono colpe dei radicali, ma vanche qualche sordità a sinistra (e lo dico da militante di sinistra, non da radicale
utente anonimo

#6   12 Febbraio 2005 - 16:38
 
sono totalmente d'accordo, ma sarei molto più severo con "la sinistra" (chi sei?)
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#7   13 Febbraio 2005 - 00:06
 
Il senso della mia frase l'ha spiegato tutto laBuba, mi ha tolto le parole dalla bocca dello stomaco.
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#8   13 Febbraio 2005 - 10:40
 
Scusa se mi intrometto, ma non sono sicuro che "la vera area di consenso radicale è stata sempre a sinistra". O almeno, io conosco un po' di persone che sono: a) anticomuniste di pancia; b) libertarie e gelose delle loro prerogative di cittadini; c) anticlericali; d) sostenitrici, pur senza entusiasmo, di Berlusconi. E' un certo tipo di borghesia poco visibile, ma che mi sembra molto più diffusa di quanto si crede.

Filter
utente anonimo

#9   13 Febbraio 2005 - 15:23
 
ok Kekule :-)
Filter, io penso che i sostenitori "libertini" di Berlusconi voteranno ( quelli che rimaranno tali ) per lui, non per i radicali che, ai loro occhi, sono degli sfigati. Dove i radicali hanno sempre avuto attenzione, anche polemica, sofferta e scandalosa, è a sinistra. Lì essi sarebbero non degli sfigati ma l'anima critica e trasgressiva del rassemblement, in un sistema di valori in cui critica e trasgressione "sono" dei valori e comunque hanno allure. Che ci vuoi fare, io la penso così
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#10   13 Febbraio 2005 - 22:40
 
Sono decenni che M.Pannella ripete che i 2/3 dell'elettorato dei radicali italiani fa riferimento alla cultura di sinistra, antifascista, antitotalitarista, etc etc.
Non ho compreso l'ultima parte del post "Semplicemente, i radicali hanno percorso due isolati di strada, da casa loro al supermarket più vicino, passando per Budapest, Mosca, Vientiane, Pechino, New York. Solo un drappello sparuto ha resistito al viaggio e non sono, credimi, i migliori."
che intendi dire?
lykaios.
utente anonimo

#11   14 Febbraio 2005 - 08:47
 
intendo dire, likaios, che stanno tentando di fare la cosa più normale che un partito possa fare, e cioè voler mandare propri rappresentanti nelle istituzioni ( così come aveva il PR della rosa nel pugno ) dopo aver percorso il tragitto più arzigogolato e cervellotico. Per tutte, ricordo una volta una lista per l'astensione dal voto; l'elezione del consiglio federativo del partito mediante sorteggio tra tutti gli iscritti; una lista Pannella-Sgarbi in cui quest'ultimo -il cui nome era sul simbolo- dichiarava subito di votare per altra lista in cui era candidato e poi venne eletto (!) e poi i costosissimi congressi all'estero tradotti in simultanea ma partecipati da poche persone perlopiù venute dall'Italia, etc. etc.
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#12   14 Febbraio 2005 - 15:12
 
caro milton, micopincollo dal salotto non per citarmi, solo per non ripetermi (faccina).

immagino che per chi ha vissuto decenni di politica radicale questa possa sembrare l’ammissione di un lancinante fallimento politico. io però, pur avendo letto i libri non proprio agiografici di teodori e di suttora, ho sviluppato un punto di vista diverso. sicuramente i radicali hanno fatto negli anni diversi errori (come ci si poteva iscrivere a un “club pannella”?, ad esempio) ma direi che pure il campo in cui hanno giocato le partite non è stato dei più corretti e pure gli arbitri non si sono sempre distinti per onestà e imparzialità. conosco il pr da vicino solo dal 2000, più o meno dall’indomani del flop delle regionali (lancinante fallimento politico che mandò in fumo, grazie al “bacio della morte” di d’alema alla vigilia, un 6% di voti tornando dall’8 al 2%), quando finii di persona in torre argentina per provare a farvi il servizio civile, e sono uno di quei casi che pur leggendo i giornali ne ignorava prima di entrarvi il 97% degli aspetti e delle battaglie.

vi trovai una lista bonino ricca di idee e di programmi, anche i referendum del momento proponevano “una terza via” secondo me davvero lucida e interessante. eppoi trovai una serie di associazioni nobili e attive, da “nessuno tocchi caino” per la moratoria sulla pena di morte a “non c’è pace senza giustizia” per il tribunale penale internazionale prima e per la promozione della democrazia oggi, oltre che contro le mutilazioni genitali femminili. e quello che tu chiami “fantasma”, ovvero il prt, mi sembrò una piccola e ai più ignota dispettosissima ong capace di far parlare all’onu chi altrimenti non potrebbe (ceceno, tibetano o cubano che sia) e di rischiare per questo l’espulsione su richiesta di paesi come la russia e la cina meritando una supermobilitazione delle democrazie in sua difesa. (e se il prt fosse solo un fantasma la ricerca scientifica sulle cellule staminali embrionali sarebbe già stata bandita dall’onu su pressione del vaticano)
eppoi i radicali non hanno tentato di fare i neocon italiani, il pensiero “democrazia in primis” è indipendente e nato in torre argentina lustri prima dell’11 settembre.

a me continuano a sembrare un gruppo di persone oneste, determinate, cocciute se vuoi ma con ideali limpidi e soluzioni precise. certo non sono diventati ricchi e potenti come molti fan avrebbero sperato però pure il drappello sopravvissuto ha un certo prestigio, da marco cappato eletto “european of the year” battendo bono e persino il papa a maurizio turco, che zittozitto sarà insignito, fra pochi giorni, dal sindaco di parigi con il "prix international de la laïcité".

non so, non mi vengono in mente partiti migliori.

p.s. in esclusiva: io sono stato solo ai congressi di ginevra e di tirana e c’erano intorno alle 500 persone da una valanga di paesi, e il primo gennaio 2005 c’era un editoriale del rappresentante del fantasmino all’onu in prima pagina sull’international herald tribune.
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#13   14 Febbraio 2005 - 15:37
 
caro avy, il tuo "non mi vengono in mente partiti migliori" rappresenta un approccio alla politica che rispetto ed il cui pragmatismo ammiro. Nella tua attuale passione ritrovo la mia di qualche tempo fa: metto in discussione -come sai- pochissimo degli obiettivi delle campagne radicali, e non mi sfugge la loro primogenitura, spesso solitaria e difficile, rispetto a parecchi filoni di impegno, tra cui anche quello contro il relativismo in tema di diritti civili e per la democrazia globale. Nel merito delle stesse campagne, tutt'al più muoverei quel tipo di rilievi che si rivolgerebbero ad un cuoco immaginifico e pasticcione, o a certi avventori che tornano da un buffet con piatto stracarico di un mix confusionario e velleitario di polpi sott'olio, sottaceti, prosciutto, frittura. Le mie obiezioni attengono piuttosto alle forme ed ai metodi del fare politica radicale di parecchio tempo a questa parte: a tale riguardo -chè sarei troppo lungo- ti prego solo di aver presente che la celebrazione del 50ennale del PR ( cui pare ci si accinga ) suonerebbe come una moneta falsa. Il PR dei tempi dell' aborto non era il PR di Pannunzio e Scalfari; nè Radicaliitaliani è il PR di Mellini, Bonino, Faccio e Pannella, il mitico gruppo parlamentare del 1976. Pannella ha creato e disfatto negli anni forme organizzative diverse accumunate dalla propria leadership carismatica e svincolata da scelte congressuali e comunque collettive, conducendo i radicali ( o come ha inteso che volta per volta si chiamassero ) in una navigazione a vista delle più camaleontiche e personalistiche. Nulla da eccepirti sulla scorrettezza dell'agone politico italiano -anzi- così come sull'onestà di fondo dei radicali: penso però che paradossalmente Pannella, che appare sotto tanti profili dissonante dal resto della politica italiana, le è in fondo omogeneo proprio per certi connotati trasformisti di cui farei volentieri a meno. Chi pretende di tenere la barra del timone 24 ore su 24, da solo, sbaglia molto, e perlopiù rischia il naufragio. Come un naufragio è stato, per esempio, smantellare senza motivo il PR poco prima di Tangentopoli, in esito a cui avrebbe finalmente riscosso i dividendi politici dell'onestà dei suoi dirigenti e della struttura di cristallino partito d'opinione e non di potere. E per cosa? Per tentare una folle jacquerie di parlamentari ribelli contro una procura funzionante ed onesta ( forse non ricordi le affollate riunioni di parlamentari sull'orlo di trombatura convocate da Pannella di primo mattino ? ) senza che, ovviamente, nessuno gli abbia portato di ciò merito. Potrei portarti decine di esempi. Oggi stiamo vivendo un altro episodio di questo delirio solipsista: Pannella, svincolato da ogni deliberato collettivo, regge il timone, fa e disfa, decide alleanze ed inimicizie tenendone -al più- informati gli altri con una criptica talefonata a radioradicale, interrompendone le trasmissioni a suo libito, o nel corso di una conversazione torrenziale con un giornalista in ginocchio sempre su rr, replicata ininterrottamente per oltre 12 ore come nelle radio Tirana o radio Bucuresti d'àntan ...

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#14   14 Febbraio 2005 - 16:13
 
caro milton, non mi cito più (faccina).
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#15   14 Febbraio 2005 - 22:13
 
Concordo su tutta la linea.
Personalmente non condivido tutte le battaglie dei radicali, sull'entrata della turchia in europa, sulla fecendazione assistita di stampo eterologo, e su tante altre cose la pensiamo diversamente, ma se penso al patrimonio di cultura democratica che rappresentano se penso che questi nanerottoli (statura elettorale, non altro) dal 2,3,4% riescono a mobilitare con le loro istanze le cancellerie di Russia, Cina o Vietnam, costringendo questi giganti a far cartello contro la presenza radicale all'Ecosoc (Onu), non posso che ammirarli e sperare che, in un modo o nell'altro continuino a far parte del panorama politico italiano.
lykaios.
www.lykaios.ilcannocchiale.it
utente anonimo

#16   16 Febbraio 2005 - 11:06
 
La tv di ieri faceva vedere i radicali con un mazzo di fiori bianchi davanti alla porta di casa di Prodi.
Ho provato un po' di quella vergogna che a loro sembra essere svanita. Senza pudore non si fa politica.
Mi dispiace.
utente anonimo

#17   16 Febbraio 2005 - 19:11
 
come darti torto?
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#18   16 Febbraio 2005 - 21:43
 
Pudore?
Non facciamo le verginelle per favore che non è il caso. Ne a sinistra, (il voto di oggi mi sembra esplicativo in tal senso) ne a destra (i borghezio vari o i "militari belligeranti" di salò).
lykaios
utente anonimo

#19   17 Febbraio 2005 - 19:15
 
così pasolini nel 1975 per un congresso radicale:

"Non avete avuto alcun rispetto umano, nessuna falsa dignità, e non siete soggiaciuti ad alcun ricatto. Non avete avuto paura né di meretrici né di pubblicani, e neanche - ed è tutto dire - di fascisti. (…o di “berlusconi”, ha aggiunto pannella domenica scorsa sul messaggero) “(…)voi non dovete fare altro (io credo) che continuare semplicemente a essere voi stessi: il che significa essere continuamente irriconoscibili. Dimenticate subito i grandi successi e continuate imperterriti, ostinati, eternamente contrari, a pretendere, a volere, a identificarvi col diverso; a scandalizzare; a bestemmiare.”
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#20   17 Febbraio 2005 - 19:47
 
caro avy, grazie di avere ricordato quel memorabile intervento. pasolini si riferiva di tutta evidenza a categorie di dropouts ( meretrici, fascisti -negli anni 70, si badi, quelli in cui si bruciavano le loro sedi- ), nel cui novero mi pare sinceramente difficile includere berlusconi. comunque, il modo radicale di porre la questione degli apparentamenti elettorali sarebbe stata una volta sulla base delle battaglie in corso, cui finalizzare le alleanze laicamente e senza, appunto, erigere steccati, come invocava pasolini. non comprendo, sotto tale profilo e ad esempio, per me che voto in puglia che senso avrebbe votare fitto ( un democristiano proibizionista e favorevole alla legge n. 40 ) invece di vendola ( un combattente per i diritti civili, da sempre antiproibizionista e firmatario dei referendum ). non capisco, davvero, l'apertura di credito a berlusconi che vistosamente vuole imbarcare i radicali dopo il fallimento di analoga operazione con mussolini-forza nuova ...
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