Pur non facendo parte del pubblico di Porta a porta o de La vita in diretta nè avendone grande opinione, sono infastidito per la diffusa, spocchiosa e modaiola deplorazione nei confronti della gente che fa la fila per seguire le udienze del processo Franzoni. Viene oggi praticato con assoluta impudicizia il voyeurismo nei confronti di persone e fatti miserrimi, anche scopertamente posticci; gente che ha fatto le scuole alte investe il proprio tempo libero nella ricerca di prossimità anche fisica con i propri beniamini politici, culturali, musicali etc. migrando verso l’evento ed il personaggio del momento tanto più attraente quanto promosso dal teleschermo, spesso guardandosi dal comprarne anche solo un libro od un disco. Quello di Cogne è un fatto di cronaca sconvolgente, dall’allure primitivo e carnale ma non privo di implicazioni politiche e culturali per chi vuole notarle e studiarle; dà inoltre origine ad un processo penale tecnicamente interessante. La gente “semplice” che ha mattinate e pomeriggi liberi e voglia di andarlo a vedere dal vivo non ha però –come è palese dalle interviste per strada- risorse per imbellettare il suo voyeurismo, non finge di capirne di sociologia, di antropologia, di diritto, non tiene ad apparire "giusto" ed à la page, non camuffa il suo desiderio volgare di misurare in centimetri la distanza dal personaggio tv, di sentirsi parte di un evento di cronaca. Appare per quello che è, pubblico tout court, non popolo di questo e di quello, della prima, seconda o terza serata tv, di sinistra o di destra. Volgare e fastidioso perché ci rappresenta nudi e crudi, come gli squallidi che si fermano sulla corsia opposta dell’autostrada per vedere il sangue ed i rottami oltre il newjersey. E pensare che, diversamente da ogni altro, quello delle aule d'udienza è un pubblico tipizzato dal legislatore, previsto dal codice di procedura penale come garanzia concorrente della legittimità del processo e rappresentazione anche fisica del popolo in nome del quale il diritto viene “detto”. A questo siamo, a considerare alla stregua di plebaglia il popolo che assiste attento ed in silenzio -involontariamente rendendogli onore- ad un processo penale, ed invece con rispetto i prepotenti che “occupano” la ferrovia o cospargono di letame l’autostrada, sbeffeggiano provvedimenti amministrativi legalmente dati o gridano “Nassiriya” ai carabinieri.


oggi
febbraio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
agosto 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
agosto 2004
luglio 2004
giugno 2004
maggio 2004
aprile 2004
marzo 2004

tv
arte
case
cibo
cinema
fotografia
internet
libri
musica
politica
radio
varie

3 quarks daily
95bFm auckland
archaeology
arts & letters daily
artsJournal
atlantic
bbc radio
bbc radio ulster
burbs radio
counterpunch
dagospia
dissent
economist
get underground
guardian
haaretz
il foglio
il manifesto
il riformista
independent
informazionecorretta
internazionale
italieni
kcrw santa monica
kexp seattle
kkjz long beach
kmhd jazz, oregon
le monde
libèration
manx radio
memri
n.y. times
n.y.review of books
nature news
nerve
new left review
new scientist
new yorker
r.univ.guadalajara
radio adelaide
reason
salon
science
slate
swissinfo
tech central station
the brussels journal
the gadflyer
the new republic
tsf jazz 89.9 paris
village voice
wbgo newark
wcbn ann arbor