Ogni sera, dal lunedì al venerdi -i giorni di apertura delle Borse- su CNBC ( edizione originale USA, non nel palinsesto europeo ricevibile da noi via satellite ) va in onda Mad Money, uno strano show tenuto da un guru finanziario a nome Jim Cramer. Sul fenomeno Cramer ha scritto Luca Sofri sul suo blog ( non ho ancora letto il pezzo su Vanity Fair ) con toni che non condivido; meglio, penso che Sofri dìa enfasi agli aspetti più superficiali della faccenda ed ometta l’essenziale. L’one man show s’incentra sulla fervida e spettacolare raccomandazione quotidiana di alcuni titoli quotati a Wall Street e sul Nasdaq. Cramer consiglia di acquistare o vendere determinate azioni in modo aggressivo e seducente, e le sue raccomandazioni vengono immediatamente rilanciate, in tempo reale e in forma sibillina, da tutte le agenzie informative finanziarie ( “A Cramer piace X”, “A Cramer non piace Y”) . Il programma viene irradiato quando formalmente i mercati USA sono chiusi, ma così in pratica non è perché, in realtà, le contrattazioni di borsa non si chiudono mai. Non solo perché sui mercati finanziari globali non tramonta mai il sole ( quando è chiusa New York sono aperte le borse orientali, poi quelle europee, poi riaprono gli USA e via senza soluzione di continuità ), ma anche perché negli stessi Stati Uniti si può seguitare a negoziare ( c.d. “extended hours” ) sino alle 8 p.m., a trasmissione già in corso. I prezzi delle azioni magnificate da Cramer ( pumping ) s’impennano subito del 10% circa, ed il contrario accade a quelle che il guru consiglia di vendere. La perturbazione del mercato è tanto più vistosa quando –come spesso succede, e sono i casi più gravi- le società di cui Cramer parla sono piccole, perché l’ondata di ordini destabilizza in modo più forte l’esiguo mercato del titolo, il cui volume cresce improvvisamente a dismisura. Non è neanche il caso di dire cosa questo significhi: Cramer sarebbe praticamente in grado di realizzare guadagni immensi con uno schiocco di dita, e con lui chi, a vario titolo, possa essere a conoscenza di quanto andrà a dirsi nelle trasmissione. Guadagni conseguibili con risibile facilità ed incontrollabili: chiunque può compiere operazioni in pochi secondi dal computer di casa o farle compiere da un prestanome. Ogni sera si consuma un vero scandalo che rivela l’ipocrisia dei controlli della tanto celebrata SEC ( l’organo americano di controllo sulla borsa ). Nel Paese in cui veri sepolcri imbiancati mandarono in gattabuia Martha Stewart
-tenendocela un bel pò- per una ridicola imputazione di insider trading ( un amico le aveva per telefono consigliato di vendere un piccolo pacchetto di azioni sulla base di un’indiscrezione ) poche frasi pronunziate dal guru in una trasmissione televisiva di successo rendono ricco chi abbia comprato un tale titolo pochi minuti prima o vi abbia speculato al ribasso ( cioè abbia venduto senza possederle, per poi ricomprare dal suo broker al prezzo più basso, azioni che l'opinione negativa di Cramer abbia artificiosamente depresso: operazione che in America è accessibile a chiunque dal solito computer di casa … ). E già, perché dopo un paio di fervide sedute di borsa i titoli tornano al loro valore precedente, rovinando gli ingenui ( “suckers”, il termine sprezzante con cui li definiscono gli operatori finanziari ) che vi si siano gettati sopra solo dopo le magiche parole di Cramer, e quindi al prezzo già “eccitato”, inseguendo una quotazione ormai impazzita in pochi secondi dopo il responso televisivo. E mentre i “bene informati” sono pochi, i “suckers” –che restano con il cerino in mano- sono tanti, come si ricava dall’enorme aumento di volume che si verifica nel mercato dei titoli coinvolti. Divertitevi ad esaminare le tabelle ed i dati su un buon sito USA, come Yahoo Finance, per vedere letteralmente l’acquisto preventivo, a bocce ferme, di qualche bene informato, poi l’onda anomala suscitata dal guru ed alla fine il precipitoso rientro dell’insider che realizza i suoi enormi profitti. Se avrò tempo metterò qualche esempio nei commenti qui sotto. “Pump and dump”, lo chiamano negli USA. Aspetteremo mesi prima di sapere che la SEC si sarà occupata di questa storia. Come al solito, troppo tardi. Ah, dimenticavo: naturalmente, Cramer “mette a posto le carte” dicendo di non precipitarsi a comprare a qualunque prezzo, etc., ma è un puerile disclaimer che cerca di nascondere il suo testone pelato dietro ad un dito. Comunque, non è solo, né soprattutto lo show divertente di cui scrive Luca Sofri sul suo blog, ma una faccenda maledettamente seria. Mad Money, appunto.
( Un eloquente esempio qui sotto, nei commenti )


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