A qualche giorno di distanza, dust settled, mi sembra si debbano scrivere poche cose sulla faccenda della famosa sentenza della Cassazione sul rapporto sessuale con una adolescente. Tutte molto preoccupate, e tutte discordanti con il coro unanime della stampa italiana.
La prima: è inaccettabile che vi siano ( come testualmente in tutti i pezzi giornalistici in onda o stampati, come in conformità ad una velina ) “piani alti” della Cassazione legittimati a decidere che una sentenza debba essere “coperta di ignominia” ( sono sempre le testuali parole dei resoconti giornalistici ). Evidentemente, forgiata dalle improprie polemiche ad opera del Presidente del Consiglio e del Ministro della Giustizia, si è costituita -in modo del tutto illegale- una sorta di “cupola” della Corte di Cassazione che si ritiene in grado di giudicare le sentenze dei colleghi e dare loro l’imprimatur di correttezza politica o, viceversa, stampigliarvi il timbro della censura o additarle al pubblico ludibrio per poi consegnarle subito all’oblio nei sotterranei del palazzaccio.
La seconda: è agghiacciante che l’intera opinione pubblica italiana ( neanche a dirlo, senza avere letto e quasi sempre senza conoscere neppure i princìpii della normativa vigente ) insorga e copra di insulti una sentenza penale della Corte suprema di legittimità solo perché questa ha affermato, in sostanza, che ogni fatto di violenza sessuale va valutato nelle sue proprie caratteristiche, che vanno esaminate le risultanze di causa e dialetticamente raffrontati, ai fini della pena da irrogare, gli elementi a favore e quelli a sfavore dell’imputato. E’ parso che ci siano delitti ( quali la violenza sessuale ) rispetto ai quali l’allarme sociale ( o il birignao politico-giornalistico ) è tale che alla responsabilità dovrebbe accompagnarsi una pena “automatica”, che tratti magari nello stesso modo -ai fini della pena, attenzione- lo stupro di una bambina rapita per strada ed un rapporto consensuale che abbia incluso una qualche modalità non condivisa dal partner ( perché secondo la giurisprudenza è violenza carnale anche una variante di un rapporto consensuale con il coniuge rispetto alla quale non vi sia stato il suo espresso ed inequivocabile consenso ). Ciò fa dell’accusa di violenza sessuale un’esperienza kafkiana, anche alla luce di un diffuso sentire secondo cui il testimone -che è sempre “la” testimone e che, per ovvii motivi, spesso è l’unico- non va neanche interrogato a fondo per non urtare la sua suscettibilità e non fargli/le rivivere il trauma sofferto.
La terza: l' "opinione pubblica" reclama che venga in pratica relegato nell'irrilevanza il comportamento della vittima della pretesa violenza prima, durante e dopo il fatto. Irrilevanti le sue abitudini e la sua cultura sessuali, irrilevante il suo consenso a modalità diverse del rapporto, irrilevante l'eventuale prosecuzione dei rapporti sessuali -questa volta del tutto consensuali- con lo stupratore e la convivenza con lui post factum. Elementi non decisivi, ma comunque assolutamente da valutarsi dal giudice, ovviamente insieme ad altri di segno diverso. E non ci si accorge, qui, che in perfetta buona fede ed in forza di lodevoli principii progressisti se non femministi, si va dritto verso la cultura del fascistissimo codice penale Rocco, le cui norme abrogate includevano la violenza carnale tra i reati "contro la moralità pubblica ed il buon costume", laddove la normativa vigente tutela in primo luogo "la libertà sessuale". Un vero paradosso.
La quarta riguarda lo stesso dibattito sul tema e sulle sentenze che lo riguardano. E’ sufficiente su un caso interrogarsi, fare dei distinguo, chiedere di informarsi meglio, per incorrere nell’accusa di fiancheggiatori del crimine sessuale. E’ sin troppo evidente, insomma, che se un giorno vi saranno nuovamente incarcerazioni di dissidenti politici in questo Paese, per consegnare lo sventurato all’ignominia e gettare le chiavi della sua cella sarà sufficiente evitare imputazioni che mettano capo alla politica -materia in cui gli italiani sono molto lassez faire, lassez passer- ed azzardare un’accusa a sfondo sessuale, anche
-che so- di manomorta in autobus.



tv
arte
case
cibo
cinema
fotografia
internet
libri
musica
politica
radio
varie

3 quarks daily
95bFm auckland
archaeology
arts & letters daily
artsJournal
atlantic
bbc radio
bbc radio ulster
burbs radio
counterpunch
dagospia
dissent
economist
get underground
guardian
haaretz
il foglio
il manifesto
il riformista
independent
informazionecorretta
internazionale
italieni
kcrw santa monica
kexp seattle
kkjz long beach
kmhd jazz, oregon
le monde
libèration
manx radio
memri
n.y. times
n.y.review of books
nature news
nerve
new left review
new scientist
new yorker
r.univ.guadalajara
radio adelaide
reason
salon
science
slate
swissinfo
tech central station
the brussels journal
the gadflyer
the new republic
tsf jazz 89.9 paris
village voice
wbgo newark
wcbn ann arbor