
Oggi ho fatto una lunga passeggiata per San Francisco attraverso le foto di Craig Ferroggiaro sul suo sito Trails of Light.
Spulciando tra i World Press Photo Awards 2007, non riesco a non far caso a strane dimenticanze nei titoli di alcune foto cui fa riscontro la puntuale analiticità di altri. E' il caso dello scarno titolo di questa ( "Public execution of suspected collaborator, Jenin, West Bank, 13 August" ), confrontato con la dovizia di particolari, ad esempio, di questa ( "Paramedics show the dead body of a baby to the press after Israeli bombing of Qana, Lebanon, 30 July ). La prima ( ricordo bene l'evento oggetto della foto, peraltro assai comune nelle zone sottoposte all'Autorità Palestinese ) avrebbe dovuto intitolarsi quantomeno "Pubblico linciaggio di un sospetto collaborazionista con Israele da parte di miliziani palestinesi", etc. Non riesco ad abituarmi a siffatte "strane" reticenze che, sommate le une alle altre, determinano la pubblica opinione con riguardo ai fatti del nostro vicino Oriente. A ciò si aggiunga che il clima di terrore imposto nei Territori da bande armate mafiose palestinesi variamente denominate suggerisce comportamenti molto diversi dei familiari delle vittime a seconda che artefici degli eventi luttuosi siano israeliani o meno: nel primo caso, si assiste a scene come quella di cui all'ultima foto, e cioè a lunghe pose di cadaveri in favore dei flash, pubbliche invettive ed ululati di disperazione sempre a favore di giornalista. In occasione di uno dei normali episodi di "giustizia" palestinese, vale a dire di assassinio senza processo e di pubblico scempio di corpi, non è dato assistere neanche al pianto ed alla pietà dei familiari. Non si comprende se perchè essi preferiscono chiudersi in casa o piuttosto perchè non vengono organizzate conferenze stampa in strada. Qualche indiscreto giornalista può comunque occasionalmente far capolino quando, come nel caso del linciaggio di Jenin sei mesi fa, l'episodio si trasforma in intrattenimento pubblico di centinaia di persone, perlopiù baldi giovani con jeans stone washed e telefonini muniti di fotocamera per immortalare l'evento ( vedi, ancora, qui ). A far vacillare l'immagine dei Territori come luoghi di dignitosa miseria, etc. dove un giovane popolo attende sotto il tallone di un odioso invasore di poter costituire un Paese libero e democratico.

E' un po' che non vedevo delle fotografie così belle su internet: si tratta di OVERSHADOWED, il photoblog di Keith Kin Yan. Trovo particolamente attraenti quelle della serie WANYC ( sarà anche che appena comincia il caldo sono attratto dalla pioggia e dal freddo ).
Ecco perchè preferisco i boschi di piante decidue rispetto a quelli di conifere. Un bosco di sempreverdi è come mummificato, l'altro cambia costantemente. 
44 fotografie di un bosco norvegese ripreso durante tutto l'arco delle quattro stagioni ed a diverse ore del giorno da Eirik Solheim a comporre un video ( scaricabile da eirikso.com, blog molto vario ed interessante ) che trovo ideale per iniziare l'anno.

Le più recenti fotografie del suolo marziano inviate dalla sonda europea Mars Express,
che riprendono un cratere senza nome di 35 chilometri di diametro e due di profondità, mi sembrano affascinanti, e non ricordo di averle viste in giro.
Salton Sea è un lago salato ( o, spesso, quel che ne resta ) in una profonda depressione di circa 70 metri sotto il livello del mare nella california meridionale, alla destra del basso corso del fiume colorado. Si formò improvvisamente nel 1905 a seguito di un suo straripamento ed è soggetto a fortissime variazioni di livello per le elevate temperature e l'evaporazione conseguentene. Il fotografo americano mark tucker ci è capitato recentemente ed ha realizzato un magnifico servizio appena scaricato online e che ho trovato nel catalogo del suo sito marcktucker.com. Strutture abbandonate e deserte, distese di ciò che a volte sembra sabbia e sono, invece, resti calcinati di milioni di pesci.
Nella steppa del Kazakhstan ci sono persone che vivono raccogliendo e vendendo rottami ferrosi molto particolari. Si tratta degli stadi dei missili vettori lanciati dal cosmodromo di Baikonur, quindi caduti ed abbandonati. 
A parte il valore documentario, trovo bellissime alcune di queste foto ( qui lo slideshow ), pubblicate sull'interessante sito Eurasianet.org.
Poetiche ed a volte quasi irreali, oltre a riflessioni sul pesante inquinamento derivante dalle attività spaziali potrebbero fornire un affascinante soggetto per un libro od un film.
La notte scorsa riprendevo all’incirca dalla metà la lettura di Disturbo della quiete pubblica, di richard yates. Come perfetta colonna sonora One Quiet Night, album di sola chitarra di pat metheny. Inevitabile la delusione rispetto a Revolutionary Road, gli wilder non sono i wheeler, è proprio nella parte centrale che manca la presa del capolavoro, la lettura si era fatta lenta e svogliata. Ad un certo punto, verso l’una, il romanzo comincia a sedurre evolvendo verso il dramma, proprio nel modo di yates. Il libro è durissimo, l’autore si è radicalizzato dai tempi di revolutionary road, la mediocrità ed il velleitarismo modernissimi e non ancora massificati dei protagonisti conducono direttamente all'ospedale psichiatrico, l’amore e la famiglia sono solo un fantasma sullo sfondo. Mi chiedo cosa c'entri questo gigante realista degli uncertain times americani con certa robetta minimalista di cui è stato descritto come il padre fondatore, e mi compiaccio per il mio recente abbandono della lettura insopportabile di un barthelme e di un palahniuk. Benché i personaggi siano meno scolpiti che nel capolavoro, la comicità involontaria sia pressoché assente e di rimando il coinvolgimento sia inferiore, il libro affascina sino alla tragica fine, nonostante si sia fatta notte fonda. L'indomani, su amazon, ordino dello stesso autore l'indispensabile The Easter Parade: perché aspettarne la prima edizione italiana che certo minimum fax starà preparando, auspicabile sua prossima mossa? Poi, su internet, guardo le foto di Katja Stuke: fa quello cui non avevo pensato quando ho comprato il dvd di North by Northwest ( Intrigo Internazionale ) e che adesso magari farò. Fotografare sequenze dei film di hitchcock, facendo in definitiva proprio il gioco del regista con lo stoppare le azioni e dettagliare i particolari. Trovo bellissime queste immagini: nè potrebbe essere altrimenti, piacendomi tutto di quei film, ad iniziare dai colori.
Si è appena diffusa qui in puglia la notizia secondo cui la magistratura locale ha sequestrato il manifesto di "crysalis", rassegna artistica italo-olandese iniziata oggi a bari. Sul manifesto un’opera fotografica di margi geerlinks, artista di Rotterdam, che raffigura una bimba nuda di profilo con una farfalla sulla spalla. Mentre scrivo i carabinieri stanno setacciando la città alla ricerca degli infami manifesti. Il reato contestato pare sia quello di atti osceni. Sono stupefatto per l’enormità dell’iniziativa cui fa riscontro l’assoluta innocenza della foto, più casta di molta pubblicità di pannolini e carta igienica che non turba i sonni dei solerti magistrati della procura. Evidentemente la gigantesca kermesse sanfedista delle settimane scorse comincia a dare i suoi frutti. Campagna cui hanno partecipato pure la gran parte dei c.d. laici, mettendo a tacere ogni raziocinio e decenza ed arruolandosi tra gli ascari dell’assolutismo papalino. Complimenti a tutti, agli asceti maratoneti del voyeurismo della finestra pontificale, agli intruppati del pellegrinaggio mitomane, ai giornalisti zeloti, agli aedi del ghigno papale spacciato per dolce sorriso, ai politici in gara a compiacere vescovi e cardinali. E’ un caso che ciò stia avvenendo proprio a bari, meta della prima visita pontificale del guardiano della fede benedetto XVI, tra poco più di un mese? Potrebbero forse i suoi muri essere insozzati da simile arte degenerata?

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