
( link )
L'artista israeliano Michal Levy ha elaborato un video sulle note dello standard di John Coltrane.
Una struttura architettonica virtuale si sviluppa nello spazio seguendo le architetture complicate del sax tenore: la cosa affascinante è che l'elaborazione grafica non sembra fine a sè stessa, ma dimostra una notevole capacità di condizionare lo stesso ascolto di un brano sentito tante volte, e che è parso arricchirsi di nuovi, minutissimi dettagli.
Provare per credere.
Se si vuole guardare le prime pagine dei quotidiani di un po' ovunque, o si è interessati al lato grafico della cosa, ora c'è Newsdesigner.com.
Occhio alla colonna di sinistra ( Today's Front Pages ). A me piace molto, ma non faccio testo io che i giornali li compro per accumularli dopo aver dato loro uno sguardo veloce e vivo
parassitariamente delle rassegne stampa alla radio.
Fòrmica con l'accento. Sarebbe bello se in Italia ci fosse un sito simile a questo. Classic Cafes è la deliziosa casa dei patìti dei caffè londinesi allestiti negli anni '50 e '60, dove appunto domina la Formica. Frequentemente aggiornato, recensisce e descrive oltre 130 locali, accompagnando alla scoperta ( c'è anche un itinerario ad hoc ) di quelli ancora integri e riferendo sulle frequenti dipartite con i tristi rifacimenti.
Se non ci fosse bisognerebbe inventarlo: è un pò che non ne posso più di locali in stile antico con le boiseries scure e le macchine del caffè Pavoni con l'aquilotto dorato. Atmosfere che non mi appartengono: anagraficamente, i 'miei' posti sono quelli celebrati da Classic Cafes. Anche se ne ho visti pochissimi, chè all'epoca noi, in Italia, eravamo troppo poveri per allestire molti bar à la mode. Quando la pianteranno di smantellarli e capiranno cosa hanno fatto sarà purtroppo troppo tardi.
Li rifaranno in stile, magari, come le sedie di Jacobsen in legno curvato o i lampadari Poulsen.
Keyhole è conosciuto sopratutto nell'ambiente giornalistico: il grande pubblico ne ha visto alcune immagini alla tv sopratutto dall'inizio della guerra in Iraq ( i principali target dei bombardieri americani, le ville di Saddam, la città di Fallujiah ). Si tratta della mappatura fotografica da satellite dell'intera superficie mondiale, e ad alta definizione. Il database è in continua espansione e comprende, oltre ad una massiccia copertura degli Stati Uniti, molte altre località. Circa un mese fa se ne è parlato per il suo acquisto da parte di Google, che sta investendo l'enorme quantità di denaro realizzata con la quotazione in borsa anche in acquisizioni strategiche, come appunto quella di Keyhole, che è facile prevedere consentirà al maggiore motore di ricerca di implementare le foto satellitari mondiali. Contemporaneamente il prezzo del prodotto base di Keyhole è sceso da 69 a 29 dollari: il bello è, tuttavia, che è disponibile una versione prova gratuita, scaricabile dal sito e valida per una settimana. E' davvero divertente: scegliendo una località tra quelle del database, se ne raggiunge in pochi secondi -girando intorno ad una Terra come vista da una nave spaziale- la verticale e da lì si può zoomare sino a scendere al cosiddetto street level. Ripeto che si tratta di foto a colori, non di grafica : tanto per intendersi, zoomando come ho fatto io su Parigi, poi sul Louvre ed ancora sulla piramide di Pei, la fila esterna all'ingresso si sgrana nei puntini delle persone, ed addiririttura si vedono benissimo, attraverso i vetri della piramide, le file interne alle biglietterie ed il bancone d'ingresso! Occhio alla configurazione minima perchè Keyhole giri: è molto pesante.
Ricordando il trading online. Proposto come il vero stile di vita moderno, da condurre magari in un lounge con sottile laptop sulle ginocchia sdraiati su divani Cappellini, e svanito con l’esplodere della bolla speculativa in borsa del 2000, quando ogni possesso di azioni, anche vendute dopo pochi minuti, si tramutava in una perdita.
Un esercito di recenti appassionati del nuovo gioco si chiedeva come mai i prezzi del titoli tecnologici non finissero mai di scendere, persino quando ridotti al tre, al due per cento di quelli che erano all’inizio dell’anno. Non è vero, come si crede, che sia stato l’attacco terroristico dell’ 11.9.2001 a determinare il crollo delle borse: durava ormai da quasi un anno e mezzo e sarebbe continuato per oltre un anno, determinato proprio da quelli che erano stati l’incessante gioco al rialzo e l’avidità di guadagno di moltissimi titillata dalle indicazioni fuorvianti delle banche d’affari e dei consulenti finanziari. Proprio come nell’Olanda del seicento, quando gli allocchi –come ricorda J.K. Galbraith- vendevano una bella casa sui canali, una carrozza ed una tenuta in campagna per comprare solo una manciata di bulbi di tulipani sperando di rivenderli a prezzo molto maggiore.
Fenomeni di concentrazione, forse non evitabili, sono in atto anche tra i blog come è avvenuto in ogni altro settore. E' degli scorsi giorni la chiusura di The Big Smoker, weblog britannico ( award winning ) cui ero affezionato per l'atmosfera tipicamente londinese un po' all'antica, già espressa dal suo logo, la celebre sagoma della centrale elettrica di Battersea di pinkfloydiana memoria. Lo Smoker è stato, per così dire, incorporato per fusione in una catena di blogs americani il cui capofila è il newyorkese Gothamist, divenendo ovviamente Londonist. Accanto ai vari Chicagoist, LAist, SFist, DCist ( ovviamente per Los Angeles, San Francisco e Washington DC ) e Torontoist. Nessuna traccia del vecchio diario artigianale e del sapore cockney nel nuovo ipermercato bloggistico, asettico ed uniforme come tutte le catene, secondo la dinamica del franchising che vuole ogni nuova acquisizione identica alla capofila. Per un'altra rete analoga, appena un pò meno seriale, vedi quella di Gawker media, giunta a nove entità comprendenti il vivace Wonkette!, il porno Fleshbot oltre a Kinja, uno dei primi aggregatori. Banners pubblicitari, stile impersonale: così il futuro prossimo del blogging quale inevitabilmente si paleserà anche in Italia, dove viviamo ancora uno stadio pionieristico paragonabile a quello che furono gli anni '70 per la radiofonia.
E' stato appena pubblicato sul suo sito il nuovo gioco di Ferry Halim. Si chiama High Delivery, ed è delicato e poetico come suo solito. Ho già scritto un'altra volta di questo designer di Fresno ed ho sempre qualcosa di suo tra i links a fianco.
"It is said that 90% of human communication is non-verbal. In these photographs, the body language of the subjects becomes the basic syntax for a series of Web-based animations exploring movement, gesture, and algorithmic montage. Many sequences document a person’s reaction to being photographed by a stranger. Some smile, others snarl, still others perform. The camera, the net, and I are all characters in this setting. The project is not about the transparency of these actors, but about exploring them. This means probing socio-cultural boundaries within our emerging digital environment.
The Stop Motion Studies extend my long standing interest in narrative and, in particular, look at the subway as a stage upon which social dynamics and individual behavior are increasingly mediated by digital technology.
As one of the most vibrant and egalitarian networks in our cities, subways bring people from a wide range of social and cultural backgrounds into close contact with each other. This process plays a significant role in shaping both the character of a city as well as our individual identities".

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