milton

09/02/2007
9 febbraio 1967

I quarant’anni dalla morte di Ernesto Rossi mi trovano a leggere il suo epistolario 1943/1967 appena edito da Laterza. Lettura ed anniversario quanto mai per me tempestivi, giacchè sono a casa tranquillamente convalescente dopo un non grave intervento chirurgico e le ultime lettere sono di un Rossi ammalato, mentre laicismo ed influenze d’Oltretevere sono temi caldi in questi momenti al pari di quando Rossi scriveva. Con il marcire, nel frattempo, di molti problemi che lo occupavano ( oltre alle particolari attenzioni vaticane, i vizi del ceto imprenditoriale italiano, il trasformismo e la corruzione di quello politico, l’attrazione fatale della sinistra per il sottogoverno, etc. ), balza agli occhi la singolarità della sua figura, non dovuta solo al costituire i radicali come lui ( ai suoi ed ai nostri tempi ) vere mosche bianche nella nostra politica, ma allo stesso suo temperamento. Rossi non era, infatti, solo fervidamente anticomunista, antifascista e laicista ( con rivendicazione orgogliosa del termine, del resto insostituibile dall’odierno anodino, insignificante ed anzi fuorviante “laico” ) ed inflessibile nel suo liberalismo economico e politico, ma del tutto atipico nel quadro della politica italiana. A quarant’anni dalla sua morte sarebbe problematico indicarne gli eredi: mentre, infatti, non è difficile comprendere i motivi della perdurante freddezza nei suoi confronti di quasi tutto l'ambiente politico ed economico, lo stesso Pannella ( l’unico che rivendica continuità con il pensare e l’agìre di Rossi, et pour cause, pur avendo avuto con lui minor sintonia di quanto si creda: emblematico ne è il freddo scambio di missive pubblicate nel recente volume di Laterza) farebbe bene a riflettere e prendere atto del progressivo allontanarsene del partito radicale degli anni ‘70/inizi ’80 e poi dei soggetti radicali a noi contemporanei. Se il primo sarebbe incorso nelle feroci -ed a volte, per la verità, ingenerose e pregiudiziali- critiche che Rossi riservava a chi accettava di percorrere anche solo tratti di strada col PCI, il Pannella dell’epoca successiva -quello della contrapposizione a Mani Pulite gridando al golpe, delle autoconvocazioni dei parlamentari alle sette del mattino e della liason con Craxi e poi con Berlusconi- non avrebbe passato il fine setaccio di Rossi in termini di vigilanza contro il malcostume politico. Ed infatti, mentre i più ( tra i pochi che faranno caso alla ricorrenza ) rievocheranno oggi il Rossi anticlericale, antifascista, anticomunista, liberale e liberista -e lo faranno a buona ragione- a me, cui garbano lidi ancora più deserti, oggi piace ricordare anche il Rossi dell’intransigente lotta  ( giudiziaria ma non solo, ancorchè sfortunata ) contro la corruttela politica, il vaniloquio politico-giornalistico e l’aria fritta nazionale ed inter/transnazionale.

15:11 | politica, libri | # | commenti (3)

26/11/2005
elkann

Letti con incredulità su dagospia alcuni stralcii del libro appena uscito di alain elkann. Tralasciando il solito evento cultural mondano, questa volta più routinier, moscio e deprimente che mai, sono assolutamente strepitose la mancanza di grazia e l’inutilità dello scritto. Avevo tentato in un paio di occasioni di ascoltare la rubrica di libri che elkann cura su radio24, finendo con l’assopirmi: non era stato tuttavia sacrificio vano essendomi tornato alla memoria quell’approccio parruccone e barbogio alla letteratura gabellato come vera cultura da certe mie vecchie insegnanti democristiane e sorottimiste  del classico. Elkann sarebbe stato il loro alunno ideale, così signorile e disimpegnato: non avrebbero visto giusto però, perché ciò che dovrebbe essere imperdonabile persino nell’ambiente che elkann mostra di prediligere non sono i contenuti fessi quanto la totale mancanza di talento letterario.

00:56 | libri | # | commenti (9)

01/08/2005
libri per l'estate

La forza delle ‘catene’ è che non ci si sa sottrarre agli inviti di blog amici che a loro volta hanno ceduto allo stesso impulso. Così, grato comunque e scusandomi per il ritardo, raccolgo il testimone passatomi da Azioneparallela, Avy e Pucci ed assolvo rapidamente a quanto mi fa carico. Libri della mia biblioteca. La mia biblioteca è composta dai libri miei e da quelli di mia moglie. E’ lei –che ne acquista più di me- che li tiene in ordine: io non rileggo quasi mai e tendo ad accatastare. Entrambi amiamo tenere in giro i libri di recente acquisto, così godendone prima di leggerli. Letture attuali.  Cervello di gallina. Visite ( guidate ) tra etologia e neuroscienze di Giorgio Vallortigara; Underground London ( Travel Beneath the City Streets ) di Stephen Smith; Words of Mercury, di Patrick Leigh Fermor; Il vero giardiniere non si arrende, di Paolo Pejrone ; Pastorale Americana, di Philip Roth. Ultimi libri che ho comprato: Storia e controstoria dell’architettura in Italia, di Bruno Zevi ; Mississippi, di Mario Maffi ; Gente indipendente, di Halldòr Laxness. The libri che consiglio. Prima ancora di averlo letto, quello di Zevi, che seduce già dalla premessa e non vedo l’ora di iniziare. Poi, specie in questo periodo dell’anno, A sud di Granada, di Gerald Brenan; Ore Giapponesi, di Fosco Maraini, che finirò col rileggere qust’inverno, contrariamente alle mie abitudini. Infine, non passo il testimone perché, ad occhio e croce, mi pare ne abbia scritto già chi aveva voglia. Finirei col dare compiti per le vacanze e, specie con questo caldo, non mi sembra il caso.

18:59 | libri | # | commenti (4)

27/04/2005
disturbo della quiete pubblica

photo by katja stuke, from "my personal hitchcock" seriesLa notte scorsa riprendevo all’incirca dalla metà la lettura di Disturbo della quiete pubblica, di richard yates. Come perfetta colonna sonora One Quiet Night, album di sola chitarra di pat metheny.  Inevitabile la delusione rispetto a Revolutionary Road, gli wilder non sono i wheeler, è proprio nella parte centrale che manca la presa del capolavoro, la lettura si era fatta lenta e svogliata. Ad un certo punto, verso l’una, il romanzo comincia a sedurre evolvendo verso il dramma, proprio nel modo di yates. Il libro è durissimo, l’autore si è radicalizzato dai tempi di revolutionary road, la mediocrità ed il velleitarismo modernissimi e non ancora massificati dei protagonisti conducono direttamente all'ospedale psichiatrico, l’amore e la famiglia sono solo un fantasma sullo sfondo. Mi chiedo cosa c'entri questo gigante realista degli uncertain times americani con certa robetta minimalista di cui è stato descritto come il padre fondatore, e mi compiaccio per il mio recente abbandono della lettura insopportabile di un barthelme e di un palahniuk. Benché i personaggi siano meno scolpiti che nel capolavoro, la comicità involontaria sia pressoché assente e di rimando il coinvolgimento sia inferiore, il libro affascina sino alla tragica fine, nonostante si sia fatta notte fonda. L'indomani, su amazon, ordino dello stesso autore l'indispensabile The Easter Parade: perché aspettarne la prima edizione italiana che certo minimum fax starà preparando, auspicabile sua prossima mossa? Poi, su internet, guardo le foto di Katja Stuke: fa quello cui non avevo pensato quando ho comprato il dvd di North by Northwest ( Intrigo Internazionale ) e che adesso magari farò. Fotografare sequenze dei film di hitchcock, facendo in definitiva proprio il gioco del regista con lo stoppare le azioni e dettagliare i particolari. Trovo bellissime queste immagini: nè potrebbe essere altrimenti, piacendomi tutto di quei film, ad iniziare dai colori.

01:34 | libri, cinema, fotografia | # | commenti (6)

17/02/2005
la tela di penelope

L'ho finito oggi pomeriggio, raggomitolato sotto il piumone a smaltire il raffreddore. 
Londra, biografia di una città, di Peter Ackroyd, è uno di quei libri che comincio a centellinare non appena compreso che è totalmente nelle mie corde, iniziando ad affiancargli altre letture ed a volte tornando a rileggere, in modo da differire il momento in cui l'avrò terminato. Non è stato arduo con questo volume di quasi settecento pagine deliziosamente organizzate
 in capitoletti di una decina l'uno, per di più con grande bibliografia commentata che ho preso ad un certo punto ad utilizzare come note fuori testo.
Ideale livre de chevet per chi sia da quelle parti od in procinto di andarci, è la summa degli studi di una vita su quella città, descritta -con meravigliose semplicità ed aneddotica- come un organismo vitale. 
Volendo, però, il libro si può facilmente anche divorare.

20:23 | libri | # | commenti (6)

24/09/2004
the complete peanuts

   

Alcuni blog -sopratutto americani- espongono un pò impudicamente una wish list, perlopiù limitata a libri, sempre su Amazon. Se ce l'avessi io, una wish list, questo ci sarebbe senz'altro. Sta per uscire negli Usa il secondo volume di The Complete Peanuts, 1950-1954, la raccolta completa (!) dei primi quattro anni di vita del fumetto di Charles M. Schulz. I due volumi sono disponibili anche in cofanetto e sono solo l'inizio della pubblicazione, da parte di Fantagraphics Books, dell'integrale di Peanuts in 25 volumi al ritmo di due all'anno sino al 2017. Le strips sono raccolte in ordine cronologico (!), molte sono inedite ed il packaging è incantevole. Per i fans di Schulz -come il sottoscritto- l'acquisto non si discute neanche. Oggi stesso ordino il cofanetto ad Amazon e non vedo l'ora che arrivi: quello dei primi '50 è un periodo di Peanuts di cui s'è visto poco in giro, con i personaggi che evolvono dallo stadio embrionale alla maturità. Persino Snoopy esordisce come un cucciolo ...
Ai buongustai pazienti consiglierei di inoltrare l'ordine all'inizio di dicembre in modo da fare/rsi un meraviglioso, romantico regalo di Natale. Ricordo ancora l'effetto che mi fece da ragazzino, a letto con l'influenza, l'arrivo di una dozzina di numeri arretrati di Linus della seconda metà dei '60. Il presentimento al trillo del citofono, l'apparizione di mia madre nel vano della porta della mia stanza con il pacco marrone dal mitico logo di Milano Libri, il pensiero di disporre di giorni vuoti per leggerli con calma ...


13:37 | varie, libri, arte | # | commenti (13)

21/09/2004
il milione

     

Niente di interessante alla tv in una sera come tante: sfogliata inutilmente anche la guida dei programmi di Sky colma di films americani prescindibilissimi, l'ultima spiaggia è un dvd o una videocassetta. Per fortuna trovo in libreria una cosa che non avevo visto, Marco Paolini in "Questo radichio non si toca. Diario di un'estate", cassetta allegata al libro Einaudi. Non amo il teatro, che perlopiù mi annoia per repertorio ripetitivo ed enfasi retorica, ma Paolini è una delle splendide eccezioni. Sta di fatto che, per dargli lo spazio ed il rilievo che merita, la televisione è chiaramente in attesa che compia settant'anni e gli venga conferito il Nobel: come spiegare altrimenti la mancata riprogrammazione di quel commovente capolavoro de " Il Milione" che pure la Rai ha in archivio per avere trasmesso lo spettacolo in diretta dall'Arsenale di Venezia sei anni fa?
Mi sono messo alla difficile ricerca della registrazione, che fu edita da CPI/Poligram e risulta da tempo esaurita. Il Milione:quaderno veneziano è un indimenticabile show, uno dei più belli ed emozionanti degli ultimi anni, con tutti gli amati topoi veneti di Paolini ( primo tra tutti il tormentone scoppiettante di mototopo mototopo mototopo, dal nome onomatopeico -è proprio il caso di dire- dei barconi che percorrono incessantemente la laguna carichi d'ogni merce ) glorificati dalla magica ambientazione nei cantieri palladiani al cospetto di un pubblico galleggiante su barche di ogni forma e dimensione, e dove si ritrova l'atmosfera liquida e brumosa delle sue vecchie letture notturne su Radiotre ne "Il racconto di mezzanotte".
Mototopo mototopo mototopo ...



15:26 | libri, tv , radio | # | commenti (10)

01/09/2004
the charles dickens page

Conoscete Charles Dickens Page, il bellissimo sito di David Perdue sullo scrittore inglese? Non scopro nulla: pluripremiato, è un perfetto viatico per iniziare la lettura di Dickens anche non conoscendone nulla; è pure perfetto per chi già ne conosca l'opera e voglia deliziarsi con mille dati, anche minuti, e fantastici strumenti come la mappa della Londra dell'epoca, con i luoghi di Dickens e dei suoi personaggi. E poi gli illustratori storici dei suoi libri, il suo ambiente, miniere di links. Il tutto in pagine fitte e ricche di belle immagini.

00:36 | libri, internet | # | commenti (6)

03/08/2004
pippi calzelunghe

Quando la Rai trasmise la serie tv su Pippi Calzelunghe non ero più un bimbo, e quindi il personaggio di Astrid Lindgren non fa parte dei miti dell'infanzia. Ne vidi qualche puntata con occhio smagato, non potendo
non far caso al pessimo doppiaggio italiano ( ricordate la sigla, cantata da una Pippi dalla voce di cinquantenne camuffata ? ) che aveva esiti sconcertanti sull'insieme, comunque davvero adorabile.
La serie è rimasta una opportunità più unica che rara per i bambini italiani di introdurre nel proprio immaginario le saghe e le atmosfere fiabesche dello Smaland
-la regione svedese dove erano ambientate le storie- e nella propria formazione quel connubio di forza, vitalità ed altruismo incarnato da Pippi.




21:09 | libri, tv | # | commenti (10)

 

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