milton

14/01/2007
l'inventore del telefonino

L'uso eterodosso del cellulare fatto da Marco Pannella a Caserta non ha stupito affatto chi ricordi trattarsi praticamente dell'inventore del telefono portatile. Moltissimi anni prima dell'esistenza del telefonino, infatti, Pannella si liberava dalla schiavitù del fisso e faceva installare nella propria abitazione dell'epoca una ricetrasmittente con cui si svolgevano via etere i suoi frequenti e perentori collegamenti con Radioradicale. Se, quindi, non siamo esattamente di fronte all'inventore del telefonino, certamente il medium via cavo è sempre stato strettissimo a P. ( come, del resto, quasi tutto ), avendo sempre avuto la percezione di cosa di ben più libero si potesse fare di un vero telefono. Nessuna meraviglia, quindi, per la prontezza e la disinvoltura nell'uso del gadget da parte dell'ultrasettantenne: nel bene e nel male, s'intende, come sa chi abbia ascoltato anche solo una volta il suo torrenziale monologo radiofonico della domenica sera, in cui ossessivo è il continuo arrivo degli sms
-accompagnati dalla molesta e ben nota sequenza di interferenze ai circuiti della radio-  al suo telefonino lasciato a pochi centimetri dai microfoni in spregio ad ogni regola tecnica oltre che di ragionevolezza e bon ton. Per deferenza o timore, nessuno osa eccepire alcunchè, proprio come a tutto ciò che promana dal Nostro, dalla nube di catrame nelle riunioni alle intemperanze verbali, alle violazioni statutarie, alle sostituzioni al volo di segretari, etc.     

aggiornamento:
  Beh, qualche ora dopo il post che precede, e cioè domenica sera, qualcuno ha, vividdio, finalmente eccepito qualcosa. Il monologo è stato una volta tanto interrotto: ecco i dieci minuti più "caldi" ed i più lunghi della storia di Radioradicale ( dal minuto 44:45 al 54:40 del video della "Conversazione Settimanale con Marco Pannella" andata in onda nella serata del 14.1.07. In breve, Pannella chiede al direttore di RR di voler estromettere Capezzone dalla rassegna stampa della domenica mattina per affidarla ad elemento più politicamente gradito: Bordin reagisce seccato all'ordine datogli in diretta radiofonica e coram populo, pur rispondendo che se ne può parlare in separata sede ).   

10:59 | politica, radio | # | commenti

05/02/2006
la voce dell'himalaya

Mattina trascorsa a studiare; come colonna sonora, BBS ( Bhutan Broadcasting Service ) dalla capitale bhutanese Thimphu, ascoltabile live su internet. Il sito è questo, mentre questo è il sito dell’unico internet provider bhutanese, Druknet, nella cui colonna di destra si trovano i link realaudio o winamp. Si tratta di un ascolto assai affascinante: il Bhutan è una piccola monarchia buddista rimasta fuori dal mondo  -favolistico shangri-la perduto tra enormi montagne himalayane- sino a pochi anni orsono, ed è ancor oggi ad esso collegata solo dai due aerei della piccola compagnia nazionale Drukair. La televisione è nata solo cinque anni fa e trasmette per poche ore, alla sera. Pochissimi hanno un collegamento internet e quindi importantissimo è ancora, specie in montagna, l'ascolto della radio
I programmi di quest'ultima prevedono molta musica, anche tradizionale ( quella che ovviamente ricerco ), e sono nella lingua nazionale dzongkha, nei principali dialetti locali sharchhop e lhotsam ed in inglese. Qui è il palinsesto ( ora italiana +5 ) . Il segnale è abbastanza stabile e l’ascolto piacevole ed aromatico.

16:13 | radio | # | commenti (4)

18/09/2005
la notte bianca

Nel vero senso del termine, a causa di un improvviso mal di schiena. Poichè, come si dice, non tutti i mali vengono per nuocere, l'insonnia derivantene mi concede il privilegio di ascoltare in diretta su radiotre rai ( dopo ascanio celestini, piovani, rita marcotulli e maria pia de vito ) mario brunello che esegue alle due della notte bianca romana, tra ricorrenti scrosci di pioggia ben percepibili, la prima suite per violoncello solo di bach e due pezzi di sollima. Il secondo dei quali alla richiesta di bis del pubblico di cinecittà, di quelli tosti e buongustai che brunello lo vanno a sentire d'estate per rifugi dolomitici all'alba.
Io -commosso e spiritualmente presente- faccio la mia parte mettendo a punto, con alterni risultati, strategie per cambiare posizione tra le lenzuola con la tecnica di un libro aperto al vento e sfruttando tutta la larghezza del letto, rotolando ma facendo finta di nulla per non contrarre involontariamente i muscoli.

03:25 | musica, radio | # | commenti (3)

09/03/2005
egocasting

Non sono rimasto fuori dal popolo dell’iPod solo perché già dimentico a casa cellulare e chiavi, né perché tra i file mp3 scaricabili dalla rete non c’è quasi mai la musica che mi piace in quel momento. E’ che ogni minuto trascorso ad ascoltare musica nella propria confortevole bolla d’aria è irrimediabilmente sottratto alla percezione, anche edonistica, delle informazioni che provengono dal mondo circostante, le quali perlopiù giungono dalla radio. Nel bellissimo articolo The Age od Egocasting, di Christine Rosen ( efficace sintesi su Wired, segnalata da Cesare Lamanna ) ho letto, a riguardo,  la teorizzazione di cose di cui sono da sempre convinto. L’ iPod, con il TiVo
-quest’ultimo sconosciuto in Italia ma ben noto negli Usa da anni- e la pay-tv, sono solo le ultime tecnologie ( lo erano già il videoregistratore, il walkman e lo stesso telecomando, per tutte ) del cosiddetto egocasting, che è il modo in cui il singolo personalizza sempre più il proprio intrattenimento abbandonando la diffusione generalista. La lettura della Rosen è secondo me essenziale per riflettere sui rischi che comporta il proseguire su questa strada. Sono quindi compiaciuto della mia preferenza per la radio, e specificamente per quella parlata, che -oltre all'acquisto di generazioni di apparati sfiziosi- mi ha solo richiesto il sacrificio della scelta di telefonini rigorosamente muniti della relativa scheda. Che non sono molti sul mercato, cosa che mi è sempre sembrata incomprensibile al pari della ragione per la quale l’iPod non consente l’ascolto della radio. Di essere in minoranza rispetto agli ascoltatori di sola musica ( perché, anche tra quelli che almeno in auto la radio la ascoltano, la maggioranza rifugge il parlato ) si ha la costante sensazione assistendo al costante e rapido evolvere della tecnologia della sua riproduzione mentre i segnali fm di qualità tendono a scomparire ( in attesa della radio digitale, che sarà la mia pacchia ). Tengo per me, quindi, piaceri impagabili come una passeggiata serale ascoltando, con telefonino-radio nella tasca del soprabito ed incessante zapping strategico tra radiorai, radioradicale e radio24, il fluire ed il pulsare della realtà. Se la musica incontrata nell’ascolto della radio generalista fosse almeno decente, il tutto sarebbe perfetto: comunque tramite la radio, come attraverso internet, il mio gusto cambia e le mie conoscenze evolvono. Se fosse esistito l’iPod già quando ero ragazzino, sarei ancor oggi chiuso nel mio guscio immutabile ad ascoltare le stesse cose di un tempo: Emerson, Lake and Palmer o, che so, Gentle Giant, Cat Stevens prima della conversione, o Soft Machine. In politica sarei magari del partito comunista d’Italia marxista-leninista, convinto che Mao Tze Tung sieda ancora nella Città Proibita di Pechino. L’ egocasting rischia di creare tanti fossili inattingibili ed immutabili, orgogliosi di ascoltare solo la “propria” musica e vedere solo i programmi della “loro” rete, vaccinati contro il nuovo, l’ignoto ed il sorprendente. ( Un’altra volta, se avrò la sensazione che possa interessare qualcuno, mi andrà di scrivere di quando ascoltavo le radio di Tahiti, Uzbekistan e Papua New Guinea ).

00:06 | musica, radio | # | commenti (20)

14/10/2004
soffi, salti e graffi

Pur non essendo un fanatico del cosiddetto hi-end, faccio sempre caso alla qualità del suono. E non solo quando ascolto musica: infatti vuoi mettere le voci della radio ( magari catturate da un microfono a valvole da studio ) ascoltate con un apparecchio a tubi o comunque con suono 'caldo' ? Il mio impianto hi-fi ha gli amplificatori, progettati da un tecnico cecoslovacco, a valvole: idiosincratici, meteoropatici, suonano meglio col caldo estivo ma d'inverno danno il meglio di sè scaldando ( fuor di metafora ) l'ambiente e rallegrando di lucine il soggiorno. Per ascoltare la radio uso una Tivoli audio dal suono rotondo, solo un pò troppo 'punchy' ma seducente. Ho il pallino di collegarvi un lettore cd portatile ultraeconomico: il suono è uno schianto per un sistema così piccolo: il risultato è incantevole, magari con del jazz degli anni '50. Chi vuole può provare a collegare un lettore mp3.
Ho scoperto oggi RetroPlayer, un incredibile programma per OS X dello Studio Kura che aggiunge ad una sorgente digitale i 'difetti' tipici di un vecchio 33 giri, dichiarando di restituire un suono simile a quello di un disco di vinile. Purtroppo la pagina è solo in giapponese, ma il downloading e l'uso sembrano comunque facili. Non l'ho provato ma mi pare un giochetto divertente, anche se non sono 'hiss, scratches e skipping" ( ebbene sì, pare venga aggiunto anche questo...) che fanno il calore ed il fascino del suono del vinile.


20:39 | musica, radio | # | commenti (5)

12/10/2004
la radio e le spie

Quando sulla gamma delle onde corte
di un apparecchio radio ascolto emittenti lontane e rare, mi càpita spesso di imbattermi in segnali strani ed incomprensibili composti da lunghe sequenze di numeri o lettere, a volte intervallati da frasi musicali ripetitive.

Si tratta di trasmissioni che, spesso, impunemente interferiscono frequenze destinate a servizi pubblici, e che mai rivelano la propria origine e la propria natura come invece sono tenute a fare tutte le altre. Da decenni i servizi segreti di molti Paesi si servono delle onde corte per inviare messaggi ai propri agenti all’estero: si potrebbe pensare che simili forme di comunicazione, note come “Number Stations”, siano ormai obsolete, un fossile della guerra fredda dopo il crollo del muro di Berlino, ma non è così. Si tratta di un metodo semplice ma efficace e sicuro per l’agente, che può ascoltare il messaggio facendo uso di una qualunque radiolina sintonizzabile sulle onde corte, senza modificarla e senza che nessuno possa rintracciarlo proprio perchè sono trasmissioni circolari, e cioè ricevibili da chiunque. Quindi ancor oggi largamente utilizzate.
Qualcuno ha raccolto in quattro cd molte trasmissioni delle Stazioni Numero, che restano uno dei più grandi misteri della radio, con il nome di The Conet Project: parecchie sono ora in rete sul meraviglioso sito Internet Archive.

Il fascino noir di molte di loro è indubbio: all’ascoltatore medio verranno in mente immagini di spie di altri tempi, di radio nascoste in valigette, di antenne filari stese tra le pareti di una stanza... Io trovo affascinanti questi suoni, godibili come tali: inquietanti melodie distorte, numeri e lettere scanditi da misteriose voci femminili o persino infantili in lingue sconosciute o con strane pronunce, il tutto nella risacca dell'evanescente segnale tipico delle onde corte. Ricordate la famosa Radio music di John Cage ? Ad esempio, provate ad ascoltare i files audio d1 1 The Swedish Rhapsody” e sopratutto “d1 7 gong station chimes”: ve li consiglio, magari nel silenzio della notte per un thriller casalingo.



23:49 | internet, radio | # | commenti (13)

21/09/2004
il milione

     

Niente di interessante alla tv in una sera come tante: sfogliata inutilmente anche la guida dei programmi di Sky colma di films americani prescindibilissimi, l'ultima spiaggia è un dvd o una videocassetta. Per fortuna trovo in libreria una cosa che non avevo visto, Marco Paolini in "Questo radichio non si toca. Diario di un'estate", cassetta allegata al libro Einaudi. Non amo il teatro, che perlopiù mi annoia per repertorio ripetitivo ed enfasi retorica, ma Paolini è una delle splendide eccezioni. Sta di fatto che, per dargli lo spazio ed il rilievo che merita, la televisione è chiaramente in attesa che compia settant'anni e gli venga conferito il Nobel: come spiegare altrimenti la mancata riprogrammazione di quel commovente capolavoro de " Il Milione" che pure la Rai ha in archivio per avere trasmesso lo spettacolo in diretta dall'Arsenale di Venezia sei anni fa?
Mi sono messo alla difficile ricerca della registrazione, che fu edita da CPI/Poligram e risulta da tempo esaurita. Il Milione:quaderno veneziano è un indimenticabile show, uno dei più belli ed emozionanti degli ultimi anni, con tutti gli amati topoi veneti di Paolini ( primo tra tutti il tormentone scoppiettante di mototopo mototopo mototopo, dal nome onomatopeico -è proprio il caso di dire- dei barconi che percorrono incessantemente la laguna carichi d'ogni merce ) glorificati dalla magica ambientazione nei cantieri palladiani al cospetto di un pubblico galleggiante su barche di ogni forma e dimensione, e dove si ritrova l'atmosfera liquida e brumosa delle sue vecchie letture notturne su Radiotre ne "Il racconto di mezzanotte".
Mototopo mototopo mototopo ...



15:26 | libri, tv , radio | # | commenti (10)

17/07/2004
quella volta che massarini

arrivò da Londra con la lacca di un nuovo lp dei Genesis, che si sarebbe intitolato Selling England By The Pound.
Era il 1973 e lui curava PopOff, prima trasmissione notturna di rock alla radio italiana. Ne era percepibile con facilità il batti- cuore, quella sera, conscio com'era dello scoop e stordito dalla bellezza del disco, che forse ascoltava anche lui per la prima volta. Non ricordo maggiore sintonia tra disc jockey e ragazzino all'ascolto: io nella mia stanza con il cuore in gola ed il registratore philips collegato alla radio con un cavo grigio volante, tra i libri ed il consueto barattolo di marmellata di more, poco spazio come al solito sulla cassetta.
Fu per me un viaggio dove non ero mai stato, e l'atmosfera nettamente quella di un negozio londinese di memorabilia e giocattoli vittoriani in una serata nebbiosa. Il conduttore interveniva pochissimo, gongolava somministrando il miracolo di Dancing With The Moonlight Knight, The Cinema Show, I Know What I Like, era chiaro che voleva mandare tutto il disco e ci riuscì praticamente, rinunciando alla sigla finale del programma. La regia fu costretta a sfumare la musica del capolavoro dei Genesis di Peter Gabriel e le trasmissioni di radio rai terminarono, quella notte, con la magia mozzafiato di Firth Of Fifth. La mia cassetta, di cui misuravo con gli occhi le volute di nastro residue ( resisti, dài, resisti ...) terminò solo qualche secondo prima, durante l'assolo di Tony Banks, e lì nella memoria quel meraviglioso disco. Non presi sonno facilmente. Ancora adesso, ascoltando il cd, distratto dò con un dito un colpetto sulla scrivania proprio a quel punto del brano, tac, finito.

( immagine tratta dal Victorian Scrapbook di TheTradeCardPlace )



18:46 | radio | # | commenti (13)

10/06/2004
el fonògrafo

Recentemente si è parlato della soppressione delle trasmissioni su onde medie della Rai. Vale la pena trattarne con calma in altra occasione, perchè quello della qualità della sua ricezione su Fm e del sacco delle frequenze è uno scandalo italiano mai scoppiato, uno dei tanti Mani Pulite mancati. Qui si parla delle Onde Medie come scelta vintage, dei matti a cui piacciono e dei boleros.
Chi, come chi scrive, ha ascoltato e riascoltato quel grande successo discografico che è stato Nocturne di
Charlie Haden e Gonzalo Rubalcaba, scoprendo i boleros attraverso il jazz, non può restare indifferente a radio El Fonògrafo. E' una piccola emittente locale che trasmette da Ciudad de Mexico solo su 1150 khz. La sua programmazione è di "musica ligada a su recuerdo", appunto musica rètro centroame- ricana, sopratutto boleros: l'effetto straniante è accentuato dalla gamma audio piuttosto ristretta, propria delle onde medie, restituita pari pari ( in diretta ) dallo stream windows media, dallo stile d'antàn delle voci e dalla buffa, tenera enfasi dei jingles.
Non è detto, quindi, che internet sia solo il posto di fredde radio digitali: attraverso la rete può farsi uno degli ascolti più romantici dell'etere, trasformando il computer -come in questo momento il mio- in una semplice radiolina a modulazione di ampiezza che suona in una calda mattinata messicana.

                       



16:37 | radio | # | commenti (11)

 

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